La crisi fa decollare gli sfratti esecutivi
In aumento però anche il numero dei proprietari che non ce la fanno più a pagare le rate del muto per la casa
QUARRATA. A bussare alla porta del Sunia, il sindacato inquilini, adesso ci sono sempre più spesso anche i proprietari delle abitazioni, quelli che non hanno da pagare un affitto bensì un mutuo, e che, esattamente come molti affittuari , non riescono più a saldare le rate. Sono facce nuove, che in tempi di crisi si sommano al numero costantemente in crescita degli inquilini morosi. I dati ministeriali parlano chiaro: gli sfratti eseguiti in Provincia di Pistoia sono passati dai 265 del 2010, ai 330 del 2011. A Quarrata, il salto tra il 2011 e il 2012, secondo l’elaborazione del Sunia, è dalle 33 alle 38 procedure in 12 mesi.
La fatica delle famiglie nel pagamento del canone mensile, e quindi nel mantenimento di un bene primario come la casa, è lampante: nel 2001 in 93 residenti quarratini fecero domanda al Comune per accedere al contributo affitto, dopo 10 anni le richieste hanno toccato quota 288. L’ultimo bando per chiedere il sostegno si è chiuso un mese fa, con 312 domande, di cui, (eccezion fatta per quelle senza requisiti e quindi escluse) 173 arrivate da italiani e 125 da stranieri. Nel 2012 ne arrivarono di più, 327, ma il sospetto è che negli ultimi 12 mesi siano aumentate le procedure di sfratto, che eliminano la possibilità di ricevere il contributo affitto.
E in effetti dal Sunia confermano che l’aumento degli sfratti è costante, di anno in anno. Il consulente del sindacato inquilini è a disposizione dei cittadini ogni lunedì e il mercoledì, dalle 10 alle 13, all’Urp (locali della Civetta, dietro il palazzo comunale). «Svolgiamo un lavoro di orientamento e anche di mediazione tra affittuari e proprietari – spiega il segretario provinciale Davide Innocenti – Diamo informazioni sui vari strumenti e i vari bandi che di volta in volta vengono aperti».
Mutui. «Dal 27 aprile – ricorda il segretario del sindacato – è stato riattivato il fondo di solidarietà per la sospensione dei mutui, fino a un massimo di 18 mesi. Noi forniamo l’apposito modulo da consegnare in banca e tutte le informazioni necessarie su questo strumento. Sono sempre di più infatti le persone che si presentano da noi perché non ce la fanno a pagare il mutuo. Anche per loro, come succede per gli inquilini in stato di morosità, alla base delle difficoltà denunciate c’è sempre la perdita, o la drastica diminuzione, del lavoro».
Morosità incolpevole. «Ad aprile la Regione Toscana ha fissato nuovi criteri per accedere alle risorse che spettano ai cosiddetti morosi incolpevoli, prevedendo paletti meno rigidi rispetto a quelli in vigore per il bando del 2012, con l’inserimento di nuovi motivi che possono portare a questo tipo di stato».
La morosità incolpevole, che riguarda ad esempio chi ha perso il lavoro e quindi non può più pagare l’affitto, è stata introdotta proprio l’anno scorso e dà la possibilità a chi fa domanda di accedere ai soldi necessari per sanare le mancanze verso il proprietario della casa. Uno dei requisiti fondamentali richiesti però, è che il proprietario rinunci alla procedura di sfratto in corso. «Lo strumento – commenta Innocenti – non ha funzionato moltissimo proprio per questa condizione. Il nostro lavoro di mediazione può essere utile per superarla».
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