Il Tirreno

Pistoia

Feste con i negozi aperti ed infuria la polemica

di Francesco Albonetti
Feste con i negozi aperti ed infuria la polemica

Oggi via libera allo shopping quasi ovunque, il 1° maggio solo alla Pam quarratina I sindacati indicono due giorni di sciopero. Il Comune: no alla deregulation totale

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PISTOIA. Saracinesche aperte e molte vetrine illuminate per questa festa di Liberazione. Ed anche il primo maggio, in barba alla festa dei lavoratori, non solo un supermercato come la Pam di Quarrata, ma anche alcuni negozi terranno aperto almeno per mezza giornata. Accadrà, per esempio, sul viale Adua, tanto che un dipendente sconcertato ha pure scritto al sindaco sul profilo Facebook “Per Samuele Bertinelli”. Tutto regolare però. Tenere chiuso per le feste, come nelle domeniche, non è più un obbligo da quando è entrato in vigore il decreto “Salva Italia” e una successiva sentenza della Corte Costituzionale ha rafforzato il concetto respingendo il ricorso di sette Regioni, fra cui la Toscana. Ecco come si profila la situazione nelle due giornate, nonché i commenti e le iniziative dei principali attori del dibattito: commercianti, Comune e sindacati.

Liberazione a tutto commercio. Oggi saranno aperti quasi tutti i supermercati e centri commerciali del territorio pistoiese: fa eccezione la Coop di viale Adua. In città tornano due appuntamenti tradizionali con le bancarelle: la Fiera di primavera allo stadio e il Mercatino di via Roma e dintorni in centro. Anche per questo, come ci spiega Marco Baldasseroni della Confcommercio, saranno aperti molti negozi specialmente del settore somministrazione, ma anche nel non alimentare segnatamente nel pomeriggio.

Primo maggio, qualcuno apre. La situazione è ben diversa per il primo maggio. In centro, salta il mercato settimanale, rimandato al 5 maggio. Sempre secondo Confcommercio, saranno ben pochi i negozi che apriranno. C’è il caso di viale Adua citato all’inizio, ma Baldasserroni ritiene si tratti di un’iniziativa isolata. Chiusi anche i supermercati, ma non la Pam, che ha scelto di restare aperta per tutte le festività.

Lavoratori del commercio in sciopero. Frattanto Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato lo sciopero dei lavoratori del commercio a livello regionale, sia per oggi che per il 1 maggio. «Lo sciopero è a tutela di chi è obbligato ad andare a lavorare – dice Luisella Brotini della Filcams Cgil – Ancora molti lavoratori possono scegliere, vanno a lavorare volontariamente. Però ci sono figure che hanno l’obbligatorietà all'interno del proprio contratto. È ovvio che, dal punto di vista legale, le aziende possono aprire quando vogliono. Ma contestiamo che ogni festa diventi un momento d'acquisto, perdendo il valore delle festività, sia civile che religiosa, come momento di riflessione e condivisione. Per noi questa scelta non è sostenibile nemmeno con la necessità di incassare: è provato che il ritorno economico c' è per aperture festive una tantum, ma aprendo sempre l’incasso si annulla, spalmandosi nel resto della settimana. Chi va a fare la spesa il sabato non ci va la domenica e viceversa».

Il rimpianto di regole e accordi. Può sorprendere ma anche alle associazioni di categoria non piace l’attuale completa deregulation. «Sulla questione delle aperture purtroppo la normativa non ci consente di fare una concertazione – dice Baldasseroni – fintanto che ce lo consentiva, avevamo sempre trovato una soluzione soddisfacente per tutte le parti sociali, riuscendo a trovare una quadratura del cerchio per garantire aperture equilibrate».

Il Comune pensa di trovare un’intesa. Ordinanze non ne può fare, sarebbe contro la legge. Ma è possibile un’intesa fra le parti sociali, come quella siglata a Campi Bisenzio, comune dove ha sede I Gigli, uno dei più grandi centro commerciali d’Europa. «Il sindaco Samuele Bertinelli, fin dalla campagna elettorale, ha manifestato la sua contrarietà a una completa deregolamentazione del settore – si legge sul profilo Facebbok “Per Samuele Bertinelli”– l'amministrazione ritiene dunque necessario raggiungere un giusto equilibrio tra le esigenze di una società che ha tempi e orari di vita mutati rispetto a quelli di solo pochi anni fa, in particolare in una città come Pistoia che intende sempre più coltivare una propria vocazione turistica, e la tutela dei diritti dei lavoratori e dei titolari di piccoli esercizi commerciali, che hanno diritto a momenti liberi dal lavoro. Questo vale, soprattutto, in occasione di appuntamenti che hanno un valore civile rilevantissimo, come il 25 aprile e 1 maggio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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