Il Tirreno

Pistoia

Scomparsa Valda Un pezzo di storia del tessile aglianese

di Beatrice Faragli
Scomparsa Valda Un pezzo di storia del tessile aglianese

Nel 1957 fondò col marito Fiorello Nesti e con la madre Lola il maglificio che porta il suo nome, ora in liquidazione

2 MINUTI DI LETTURA





AGLIANA. È cresciuta in mezzo alle maglie che la madre cuciva per la gente del posto nel secondo dopoguerra, e da quelle stesse maglie, sue compagne di giochi da bambina, ha costruito un impero durato cinquant’anni.

Valda Barontini, storica imprenditrice del tessile aglianese, è morta lunedì pomeriggio per un male incurabile scoperto nel gennaio scorso. Aveva 74 anni. Questa mattina, alle 10, don Paolo Tofani celebrerà i funerali nella chiesa di San Piero.

Il corteo funebre partirà pochi minuti prima dalla Misericordia di Agliana, e dopo le esequie il feretro verrà trasportato al vicino cimitero il Giardino per la sepoltura all’interno della cappella di famiglia.

Valda è stata il simbolo della fiorente imprenditoria locale del secolo scorso. Nel 1957, col marito Fiorello Nesti e con la madre Lola Natali, fondò il maglificio Valda, destinato a diventare negli anni seguenti una delle realtà imprenditoriale più importante del Pistoiese. Furono proprio i familiari a volere che l’azienda portasse il suo nome.

Lei, appena diciottenne, cominciò a andare in ditta ogni mattina. Da allora, non ha mai saltato un giorno di lavoro. «Compravano i filati e li trasformavano in maglie – ricorda il figlio Fabio - Il maglificio era tutta la sua vita».

«Sono state moltissime le visite e le telefonate ricevute in queste ultime ore dagli ex operai. Lei ha saputo costruire un legame davvero forte con tutti i suoi dipendenti» dice la nuora Serena. Valda, insieme alla madre Lola e al marito Fiorello, ha dato lavoro a moltissime donne di Agliana e delle zone vicine. Come usava dire in paese, “facevano le maglie” per lei.

In azienda sono passati decine e decine di operai. Negli anni di intensa attività, il maglificio ha avuto anche 120 dipendenti. Poi è arriva la crisi e, nel 2010, la storica maglieria che s’affaccia sulla Nuova Pratese è stata messa in liquidazione.

Una sofferenza grandissima per l’imprenditrice, come perdere una persona cara, un affetto cullato e coltivato con passione e sudore per tutta la vita. «Era sempre in azienda a controllare che il lavoro procedesse bene» ricorda il figlio.

«È stata tra i macchinari fino all’ultimo, fino alla chiusura – continua la nuora – Era una donna forte e piena di energia, che all’azienda e ai dipendenti ha dato tanto».

Valda Barontini, lascia il marito Fiorello, i due figli Fabio e Cinzia, la nuora Serena e i nipoti Lorenzo e Diletta, di 22 e 10 anni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera