Il Tirreno

Pistoia

Repower, gli ex Radicifil nei vivai

Repower, gli ex Radicifil nei vivai

Coldiretti disponibile a far assumere i cassintegrati. Dura la Cgil: «Dalle istituzioni è arrivato solo un no politico»

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. È il dramma occupazionale degli operai ex Radicifil a tenere banco nelle reazioni al dietro-front di Comune e Provincia sul progetto Repower. Due gli interventi di rilievo, di tenore opposto: quello di Coldiretti, che è pronta a far assumere i lavoratori nei vivai, e quello della Cgil, che, accusando gli enti e la stessa Coldiretti, parla di deindustrializzazione del territorio pistoiese.

Coldiretti pronta a far assumere gli ex Radicifil. Coldiretti è pronta a fare la sua parte per i lavoratori dell'ex Radicifil, verificando la possibilità di reimpiego nel sistema vivaistico pistoiese. L'associazione è anche pronta a dare il suo supporto per individuare una nuova destinazione all'area dell'ex fabbrica, dopo che è tramontata l'ipotesi di costruirci una centrale a gas da parte della Repower. Centrale che sarebbe sorta nel cuore dell'area vocata al vivaismo ornamentale pistoiese. «Lo stop alla centrale elettrica imposto da Comune e Provincia è positivo sotto tutti i punti di vista, anche occupazionale – spiega Vincenzo Tropiano, direttore di Coldiretti Pistoia – Le ricadute negative sarebbero state notevoli sul lavoro in caso di costruzione della centrale: piante danneggiate fisicamente e nell'immagine, aziende agricole espropriate eccetera. Siamo, e lo siamo sempre stati, consapevoli che tanti ex dipendenti Radicifil, con la centrale, speravano in un nuovo lavoro. Abbiamo dato e ribadiamo la disponibilità a facilitare e stimolare l'incontro tra i singoli lavoratori e i singoli imprenditori, per verificare la fattibilità di un'assunzione. Risposte concrete e tangibili per far fronte alle difficoltà occupazionali post-Radicifil».

La Cgil: il “no” è una scelta politica. «È stata adottata una precisa scelta politica – dice Gessica Beneforti, segretaria provinciale Cgil –quella di dire no, a prescindere dalle valutazioni tecniche di un iter autorizzativo ancora in corso e dall'esito di un giudizio amministrativo ancora pendente, ad un investimento. Fatte salve la tutela della salute e dell'ambiente, diritto fondamentale per la cui tutela questo sindacato non può rimproverarsi niente, questo mi pare il tema con cui dobbiamo confrontarci oggi, anche come soggetti sottoscrittori di un protocollo d'intesa le cui finalità, ricordo, erano quella di favorire l'attrattività di investimenti sul territorio». Riferendosi a Coldiretti, la Cgil stigmatizza anche che l’intesa è stata impugnata davanti al Tar «da parte anche di un'associazione di categoria, che dovrebbe aver ben presente, come soggetto di rappresentanza, il valore non tanto giuridico ma sociale, di tali forme di contrattazione e che indubbiamente, segna uno spartiacque nei rapporti. Tornando al tema, dinanzi, l'ho detto più volte, ad una pericolosissima riduzione del perimetro del manifatturiero nell'area pistoiese ancor più che altrove, mi pare non più rinviabile che si avvii con la massima urgenza una laica e trasparente riflessione rispetto all'attrattività del nostro territorio e alle sue vocazioni».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web