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Pistoia

Denuncia: costi enormi per il 118 a Firenze

Denuncia: costi enormi per il 118 a Firenze

Paolini «Sei milioni di euro contro i 350mila euro necessari alla riconversione dei locali pistoiesi»

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PISTOIA. Sul riordino delle centrali del 118 la giunta regionale deciderà il 16 aprile. Una decisione attesissima da Pistoia, che anche venerdì sera si è interrogata sul futuro della nostra centrale operativa.

No ai tagli lineari ma tagli agli sprechi: questo il messaggio che tutti i relatori che sono intervenuti alla riunione indetta dalla Cisl. La politica dei tagli prevede per la Toscana il passaggio da 12 centrali operative a 3, le quali andrebbero a servire le aree vaste sul territorio. L'area vasta in cui Pistoia è situata comprende anche Prato, Empoli e Firenze, quest'ultima favorita nell'ottica dell'accentramento della centrale. Si tratterebbe di una scelta che favorirebbe il volume dei servizi più che la qualità di questi, infatti, come ricorda il direttore del dipartimento emergenza e urgenza dell'usl 3 Piero Paolini, il modello Pistoia rappresenta ormai un'eccellenza non solo a livello regionale ma anche nazionale, grazie alle ottime sinergie sviluppate nel corso degli anni tra operatori e volontariato, che sono punto di forza del modello Pistoia.

A questo dato, che già potrebbe essere sufficiente per mantenere la centrale di Pistoia, se ne affianca uno di costi: costruire una nuova centrale a Firenze, dato che l'attuale non è in regola con le norme di antisismicità e di emergenza alluvionale, avrebbe un costo di 6 milioni di euro, mentre la ristrutturazione e la conversione dei locali già esistenti a Pistoia comporterebbe una spesa di circa 350mila euro. Col trasferimento al nuovo ospedale, previsto per luglio, si avrebbe l'acquisizione di molti locali, come quelli attualmente destinati al pronto soccorso dell'ospedale del Ceppo.

La delibera 1305 e soprattutto la legge 81 del 2012, che tra altre cose definisce le modalità dei tagli in ambito di sicurezza e gestione delle emergenze, specifica tra i parametri insormontabili quello dell'economicità. In Regione «siamo pronti a valutare varie proposte purché si discuta dati alla mano. Efficienza e risparmio devono essere criteri universali», queste le affermazioni di Caterina Bini, deputato del Pd.

N el frattempo l'assessore regionale alla sanità Luigi Marroni sta analizzando dati e criteri. Di importanza fondamentale è che questo periodo di incertezza non si prolunghi, occorre monitorare la situazione anche «per impedire eventuali tentativi di costruire nuovi edifici a Firenze da destinare alla nuova centrale operativa, poiché questo significherebbe comunque uno spreco di soldi pubblici», ribadisce l'onorevole Bini.

I cittadini accettano i tagli quando questi sono fatti in modo da ridimensionare i servizi mantenendo i migliori e nel caso in cui la scelta ricadesse sulla centrale operativa di Firenze, la Regione dovrebbe sicuramente dare spiegazioni ai cittadini, i quali si vedrebbero decurtato un servizio eccellente. L'interesse a mantenere la centrale operativa a Pistoia riguarda quindi tutti i cittadini dell'area vasta e non solo quelli di Pistoia. Non si tratta di campanilismo, hanno ribadito tutti i relatori, ma di una battaglia, perché i tagli seguano una logica di razionalizzazione unita ad efficientamento nella convinzione che tutti i territori hanno pari dignità.

Eleonora Marini

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