Un dramma a lieto fine in un’Italia in piena crisi
PISTOIA. Tutto è iniziato nella notte tra l’8 e il 9 aprile, quando Mucci ha avuto la brutta idea di rubare le condotte in rame di alcuni appartamenti in vendita in un residence di Lazzeretto. Paoolo...
PISTOIA. Tutto è iniziato nella notte tra l’8 e il 9 aprile, quando Mucci ha avuto la brutta idea di rubare le condotte in rame di alcuni appartamenti in vendita in un residence di Lazzeretto. Paoolo Pedrotti, di professione gallerista e direttore di un museo a Roma, cura la vendita degli appartamenti (sono del proprietario del museo) e alle sei del mattino scopre Mucci.
In caserma, il comandante dei carabinieri gli fa capire che di fronte non ha un ladro di professione, ma una persona disperata per i numerosi problemi economici. Pedrotti gli offre un lavoro. La notizia, data per prima dal nostro giornale, fa il giro dei quotidiani, delle televisioni e dei siti on line.
Nel frattempo - sempre Il Tirreno - parla con Mucci, nella sua casa di Pistoia. Il 54enne ex giardiniere racconta la sua storia, i problemi avuti dopo la perdita del lavoro e le numerose porte chiuse. «Cosa dico se mi offre un lavoro? Che accetto a braccia aperte. Avrei la possibilità di rimettere in piedi la mia esistenza».
I due s’incontrano due giorni dopo. Pedrotti non tradisce la sua fama di uomo d’arte, e si presenta vestito come in un romanzo di Dickens. Mucci lo accoglie davvero a braccia aperte. Da ieri fa il giardiniere nel residence di Lamporecchio. (t.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google