Il presidio
Export a picco nel mobile in crescita nel vivaismo
Un quadro a due volti dal Monitor dei Distretti toscani della Cassa di risparmio Ballati (Cgil): «Nell’imbottito quarratino siamo passati dalla crisi all’emergenza»
PISTOIA. Al quadro decisamente negativo del mobile, fa da pendant quello molto più lusinghiero del florovivaismo. Questa volta ad analizzare l’andamento economico, in questo caso dell’export, è il Servizio studi di Intesa Sanpaolo per conto della Cassa di risparmio di Pistoia e della Lucchesia. L’indagine, denominata Monitor dei Distretti della Toscana, analizza i dati delle espostazioni toscane al 31 dicembre 2012. Presi in esame sono, per l’appunto diciotto distretti regionali : pelletteria e calzature di Firenze; oreficeria di Arezzo; tessile e abbigliamento di Prato; concia e calzature di Santa Croce sull'Arno; abbigliamento di Empoli; cartario di Capannori; vini del Chianti; calzature di Lucca; marmo di Carrara; tessile e abbigliamento di Arezzo; pelletteria e calzature di Arezzo; florovivaistico di Lucca e Pistoia; olio di Lucca; mobile imbottito di Quarrata; olio di Firenze; calzature di Lamporecchio; ceramica di Sesto Fiorentino; mobili di Poggibonsi-Sinalunga, a cui si aggiunge anche il Polo farmaceutico della Toscana.
Distretto floro-vivaistico. Iniziando dalle notizie positive, non vanno male le esportazioni del distretto florovivaistico pistoiese, che registra a fine 2012 prodotti esportati per 221,8 milioni di euro contro i 210,2 milioni della fine del 2011. La differenza è di 11,6 milioni, in termini percentuali il balzo è del 5,5%. Questa crescita viene motivata dal Monitor dei Distretti con il forte contributo delle vendite di piante e fiori in Francia e Svizzera.
Mobile imbottito. Dati, invece, ancora poco confortanti per il distretto del mobile quarratino che, con un -10,1% nelle esportazioni per il 2012, registra il dato peggiore in Italia nel proprio settore di riferimento. In particolare, il volume di affari verso l’estero è stato di 126,1 milioni, contro i 122,8 milioni del 2011. «Purtroppo questo dato conferma una tendenza che persiste da tempo e che configura il passaggio da una situazione di crisi ad una emergenziale». Marco Ballati, segretario generale della Fillea Cgil di Pistoia, commenta con preoccupazione lo stato del comparto, considerando le conseguenze sulla situazione occupazionale del territorio. Il tessuto produttivo legato al mobile quarratino è composto, infatti, da tante piccole imprese, che usano da tempo la cassa integrazione in deroga, con le incertezze che, ad oggi, sono legate all’impiego degli ammortizzatori sociali. «Sarebbe importante iniziare a riflettere sulle prospettive di uscita da questa situazione”, prosegue Ballati: “sul territorio esistono competenze che potrebbero essere sfruttate in settori innovativi». Le indubbie capacità, sia artigianali che imprenditoriali presenti nel tessuto produttivo, che hanno costruito le fortune di Quarrata negli anni, non devono in nessun modo essere disperse. Sono molti, infatti, i settori innovativi, in cui potrebbe essere utile questo “saper fare”. La crisi, aggiunge Ballati, «non può essere superata con percorsi facili, basando la competizione sull’abbassamento del prezzo del prodotto e del costo del lavoro. Inseguire i paesi che producono a costi più bassi è impossibile, sarebbe utile, piuttosto, presentarsi sui mercati internazionali con prodotti innovativi e di qualità elevata, in modo da essere appetibili per quelle nicchie di mercato più ricche ancora presenti nel contesto internazionale».
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