Meteo
Per la centrale a gas Rifondazione chiede un altro sito
PISTOIA. «La centrale non è di per sé pericolosa ma sarebbe opportuno individuare un'area alternativa, che non presenti un tale inquinamento e che permetta di valorizzare l'opportunità di creare...
PISTOIA. «La centrale non è di per sé pericolosa ma sarebbe opportuno individuare un'area alternativa, che non presenti un tale inquinamento e che permetta di valorizzare l'opportunità di creare nuovi posti di lavoro». Ad intervenire sulla possibile realizzazione della centrale a metano Repower nell’area di Bottegone ex-Radicifil, è Rifondazione comunista di Pistoia, ribadendo la necessità di valutare approfonditamente le ricadute in termini e occupazionali e di impatto ambientale.
«Per quanto ci riguarda – spiega Rifondazione – ribadiamo che l'esito positivo della Valutazione di impatto ambientale regionale esclude che la centrale a gas metano rappresenti di per sé un pericolo per la salute della popolazione, tuttavia comprendiamo le giuste preoccupazioni dei cittadini di Bottegone che – a prescindere dalla presenza della centrale Repower – si trovano a vivere in una delle zone più inquinate di tutto il territorio regionale».
Per questa ragione Rifondazione Comunista di Pistoia si impegna a verificare la possibilità di realizzare in un'altra area industriale la centrale Repower.
«Riteniamo che l'investimento di Repower per la realizzazione della centrale e la conseguente opportunità di creare decine di nuovi posti di lavoro rappresenti un'occasione importante e da tutelare per il nostro territorio. Per questo, anche in virtù dell'esito positivo della Via, sarebbe opportuno che l'azienda e le istituzioni locali individuassero un'area industriale alternativa, nel territorio comunale, in cui poter insediare la centrale a gas metano».
Rifondazione inoltre, qualora si verificassero le opportuno condizioni per la realizzazione della centrale, chiede che la Repower sottoscriva un impegno vincolante per l'assunzione di un predefinito numero di lavoratori pistoiesi, sia in fase di cantierizzazione che di funzionamento a regime della centrale.
«Già prima della costruzione della centrale – aggiunge – chiediamo da parte di Repower la disponibilità di fornire a basso costo il vapore ed anche parte dell'energia elettrica prodotta perché vi siano le condizioni di dar vita nell’area di insediamento ad un indotto di altre aziende che possano così dare ulteriori opportunità di lavoro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google