Il Tirreno

Pistoia

I vivai incontrano la buona cucina

di Tiziana Gori
I vivai incontrano la buona cucina

Il biglietto da visita dei fratelli Mati: vicino all’azienda ha aperto “Toscana fair”, ristorante della tradizione regionale

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PISTOIA. Un connubio tra la cura del verde e i sapori della buona cucina toscana. Nessuno, tra i grandi vivaisti pistoiesi, aveva sinora pensato ad una tale “estensione” dell’attività. «Ci siamo trovati a disposizione questo spazio, un capannone che dopo gli anni ’70 era adibito a magazzino. Mio fratello Paolo è sempre stato un appassionato di cucina e da lì è partito il progetto». Che i tempi della burocrazia hanno consentito si concretizzasse solo cinque anni dopo.

Il ristorante agrituristico “Toscana fair” dei fratelli Paolo, Andrea e Francesco Mati ha iniziato a sfornare piatti da due settimane. Senza, ancora, alcuna inaugurazione ufficiale. «Aspettiamo - spiega Francesco, 49 anni, che ci accompagna in questa nuova avventura di famiglia - di aver superato un periodo di rodaggio interno tra il personale».

Il ristorante - 120 posti di capienza - è stato ricavato in un ex capannone delle Piante Mati, ben visibile sulla via Bonellina, poco distante dalla rotonda della Vergine. «Un edificio a cupola che - spiega Francesco Mati - negli anni ’50 era la sede dell’azienda. Da quando, negli anni ’70, la sede aziendale è stata trasferita a Ponte Stella, è stato usato come falegnameria, magazzino e fienile».

Paolo Mati, 44 anni, ha sempre coltivato l’amore per la cucina, e da lui è nata l’idea di aprire un ristorante a base di prodotti tipici toscani, con i piatti poveri di una volta insieme a tanti altri che la nostra tradizione culinaria offre: dal peposo al carcerato, dalle pappardelle sulla lepre alla pappa al pomodoro, dal coniglio in umido all’agnello al forno. Il tutto con prodotti rigorosamente a filiera corta. «Che diventerà cortissima quando - spiega Francesco Mati - produrremo da soli, nel nostro orto, frutta e verdura».

Per carni e formaggi, è sempre la passione di Paolo a indicare i fornitori ideali. «Conosce il pastore che fa un certo tipo di formaggi, i salumieri di qualità. Ha trovato un cuoco specializzato in cucina tipica toscana. I piatti poveri sono tutt’altro che semplici da cucinare. Quante volte ci siamo trovati ad assaggiare la pappa col pomodoro ingoiando il primo boccone e posando poi il cucchiaio? Non basta mettere insieme pane e pomodoro».

L’orto c’è già, per il giardino è necessario aspettare ancora un po’. «Siamo stati frenati dalla pioggia. Quello del giardino davanti al ristorante è comunque un altro progetto studiato a lungo. Non ci metteremo castelli medievali e strutture pazzesche. Pensiamo ad uno spazio dove i bambini possano giocare stando in armonia con l’ambiente circostante. Ci saranno diversi tipi di piante, per consentire loro di prendere familiarità con il verde».

Aperto tutti i giorni, al ristorante agrituristico si può pranzare «con 10-15 euro» e cenare in un range che varia dai «10 ai 35 euro».

Per i partecipanti ai corsi dell’Accademia del giardino - un’altra delle iniziative dei fratelli Mati, partita alcuni mesi fa - è compresa come offerta nel pacchetto la colazione preparata dal cuoco di “Toscana fair”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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