Il presidio
Viktor saluta Pistoia per una nuova vita
È partito ieri mattina per Milano insieme al babbo e alla mamma il bambino di 9 anni affetto da neurofibromatosi
PISTOIA. Sono partiti all’alba. Alle sei e mezza la famiglia Medaglia ha messo nel bagagliaio le valigie e ha sistemato Cheryl, la bellissima gatta di razza ragdoll, sul sedile posteriore, accanto a Viktor. Destinazione Milano, dove Antonio Medaglia, il padre di Viktor, è atteso dal suo nuovo lavoro di custode in una fabbrica. Nella metropoli lombarda li attende la casa messa a disposizione da un noto personaggio del mondo dello spettacolo, che guardando “La vita in diretta” è venuto a conoscenza della malattia da cui è afflitto Viktor Medaglia, e ha deciso di dare una mano alla sfortunata famiglia.
Il benefattore avrà forse presto un nome. Al momento, la scelta è quella di restare nell’anonimato e concentrare le attenzioni sulle cure di cui ha bisogno il bambino.
La partecipazione alla “Vita in diretta”, la trasmissione di attualità condotta da Mara Venier, era stata possibile anche grazie ai numerosi articoli dedicati dal Tirreno alla vicenda di Viktor Medaglia. Il bambino, 9 anni, è affetto dalla nascita da neurofibromatosi, una malattia genetica rara, che ha sviluppato nel suo organismo più di dieci forme tumorali, di cui la gran parte al cervello, e tre alla colonna vertebrale. Viktor non può camminare a lungo, e i dolori provocati dalla malattia sono spesso terribili.
Quattro anni fa i genitori, Antonio e Ludmila, si rivolsero alla stampa annunciando l’apertura di un conto corrente per chi avesse deciso di dare un contributo alle cure del figlio. Una raccolta fondi che portato sinora 23mila euro, consentendo di pagare parte delle spese sostenute (70mila euro).
Come per tutte le malattie rare, le case farmaceutiche non investono in sperimentazione e produzione di farmaci adeguati. Viktor è stato alle Scotte di Siena, a Calambrone (Pisa) e due volte a Boston, all’Childrens Harvard Hospital, che sta sperimentando cure mirate per il suo problema. La sua forma di neurofibromatosi è molto grave, ma alcuni dei tumori sono asportabili, acnhe il costo dell’intervento è altissimo, circa 300mila euro.
L’artista che ha preso a cuore la storia (e la vita) del bambino pistoiese ha messo in contatto la sua famiglia con l’oncologo Umberto Veronesi, che lo ha già visitato, e lo vedrà di nuovo tra alcuni giorni. Quasi sicuramente il bambino nei prossimi mesi sarà operato: da capire se sarà possibile farlo in Italia o sarà necessario tornare in America.
«Dopo quattro anni di sofferenze - afferma il padre Antonio - finalmente si è aperto uno spiraglio di luce. Io ho detto a mio figlio che ce la faremo».
Tiziana Gori
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