Italia
Acqua, 300 famiglie decise a non pagare
L’azienda invia la raccomandata di messa in mora con la minaccia di chiudere i contatori ma poi ci ripensa: «Un errore»
PISTOIA. Scoppia l’ennesima polemica relativa al referendum abrogativo sulla privatizzazione dell’acqua. Circa 300 famiglie pistoiesi hanno ricevuto da Publiacqua una raccomandata di messa in mora a causa del mancato pagamento di una parte delle bollette. Il motivo? Questi utenti hanno aderito alla campagna “Obbedienza civile’’, indetta dal Forum nazionale movimenti per l’Acqua nel rispetto del referendum abrogativo prima citato. Infatti la somma che le famiglie si sono rifiutate di pagare, detraendola dalle bollette (per il restante importo interamente pagate), costituisce la quota corrispondente alla remunerazione del capitale investito, quota che in sostanza, a seguito del referendum del 2011, non sarebbe più dovuta a Publiacqua, e che l’azienda non avrebbe più il titolo di esigere. Da una parte dunque, Acqua Bene comune difende gli utenti aderenti a Obbedienza civile, dall’altra Publiacqua continua a chiedere il pagamento, considerando morosi gli inadempienti.
«Con queste lettere – dichiara Rosanna Crocini, portavoce pistoiese di Acqua bene comune – Publiacqua va contro 27 milioni di voti validamente espressi dal popolo italiano. Andremo avanti in questa battaglia: dalla nostra ci sono una sentenza della Corte costituzionale, il parere del Consiglio di Stato e una recentissima sentenza del Tar della Toscana che ci dà ragione. Sappiamo che adesso Publiacqua vuole continuare a chiedere questi soldi cambiando la denominazione in ‘’oneri finanziari’’ e adducendo come scusa la presenza di un vuoto legislativo, ma glielo impediremo».
Anche Riccardo Spini, portavoce del Forum Movimenti per L’Acqua di Firenze, accusa Publiacqua: «Ritengo quelle di Publiacqua minacce infondate e funzionali a guadagnare tempo. Non prenderanno alcun provvedimento contro gli utenti, perché non possono farlo. Siamo stati i promotori del quesito referendario e adesso non siamo portatori di un messaggio politico, ma vogliamo far rispettare un principio, quello emerso dalle urne nel 2011».
Secondo Publiacqua però le famiglie che hanno ricevuto la lettera possono stare tranquille. «Noi rispettiamo la legge – spiega l’azienda – e stiamo solo attendendo che l’Autorità dell’energia elettrica e del gas detti nuove disposizioni. Le nostre non erano minacce, ma semplici avvertimenti che avremmo provveduto al blocco dell’acqua. Le lettere sono state inviate per errore e Publiacqua ha deciso che per adesso gli utenti che non hanno pagato interamente le bollette non sono da considerarsi morosi».
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