Nuovo Melani, operazione da 60 milioni
Anche il procuratore di calciatori Sergio Berti tra gli imprenditori interessati al progetto dell’autore dello Juve Stadium
PISTOIA. Anche se non se ne sente più parlare, l’operazione non è affatto tramontata, anzi. La realizzazione di un nuovo stadio comunale, da realizzare sulle macerie del vecchio “Melani” continua ad essere all’attenzione dell’amministrazione comunale, che è in contatto con un gruppo di imprenditori e con il progettista prescelto, l’architetto Gino Zavanella, che ha già firmato il nuovo stadio della Juventus e che è particolarmente attivo in Toscana (vive a Viareggio), visto che si è occupato, con alterne fortune, degli impianti di Viareggio e di Ponsacco. La notizia trapelò nel giugno scorso, quando si seppe che il dossier “nuovo stadio”, esaminato in prima battuta dal sindaco Renzo Berti, era stato “ereditato” dalla nuova amministrazione.
Rispetto ad allora, le notizie sono due. La prima: l’ipotesi è ancora viva, il silenzio calato su di essa deriva esclusivamente dall’esigenza di Comune e imprenditori di lavorare in riservatezza. La seconda: uno dei più diretti interessati all’operazione sarebbe SergioBerti, uno dei più importanti procuratori di calciatori professionisti (gente di prima grandezza, come il romanista Daniele De Rossi). Ma l’operazione coinvolgerebbe anche altri imprenditori.
Del resto l’intervento non si limiterebbe a cambiar volto al “Melani”, ma a ridisegnare e riqualificare tutto il pezzo di città che si trova nei pressi dello stadio. Un’operazione – secondo quanto si dice – del valore di una sessantina di milioni di euro, meno della metà dei quali verrebbe investita sul nuovo stadio. Quest’ultimo avrebbe una capienza minima di 13.000 spettatori, più o meno quella originale del “Melani” prima di tutte le prescrizioni che ne hanno di fatto ridotto la ricettività ai 3.000 posti attuali. Ma il progetto (o meglio, l’ipotesi, visto che di progetto vero e proprio ancora non si può parlare) ideato dall’architetto Zavanella consentirebbe al nuovo impianto di allargarsi fino a sfiorare la capienza di 20.000 spettatori: certo un dato beneagurante per le sorti sportive della Pistoiese... Tutt’attorno al nuovo stadio, poi, potrebbe nascere una vera e propria cittadella dello sport, con attività commerciali, bar, ristoranti, altri impianti sportivi, secondo il modulo che si va affermando in tutta Europa e che vede lo stadio (generalmente di proprietà della società sportiva) come una struttura capace di vivere tutti i giorni e non solo nei pomeriggi o nelle serate in cui si gioca.
Un’operazione del genere, oltre che un grande impatto urbanistico, ne avrebbe uno economico di grande significato, con centinaia di posti di lavoro che si verrebbero a creare sia nella fase di costruzione che, a regime, in quella di gestione. Di solito gli stadi di nuova generazione sono di proprietà della società sportiva che vi gioca o, quanto meno, sono affidati in gestione, con la proprietà che rimane all’amministrazione comunale.
È questa, ad esempio, la formula che attualmente lega la Pistoiese e Palazzo di Giano: la società guidata da Orazio Ferrari ha preso in affitto il “Melani” per la stagione 2012/13 dal Comune per un corrispettivo di 15.000 euro. Ma al momento l’impianto di via delle Olimpiadi non è certo in grado di produrre profitti, anzi: le spese per una ristrutturazione e messa a norma sempre più necessarie sono sempre più rilevanti ogni anno che passa. E se il campionato della Pistoiese dovesse finire in gloria, il problema si riproporrebbe con drammatica urgenza.
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