Il presidio
Montale e il Pdl: decida la gente sul futuro dell’inceneritore
Comune e partito temono di perdere il controllo dell’impianto e di non poterlo chiudere entro il 2020 «Non vogliamo pagare le divisioni della sinistra, siamo pronti anche a lanciare un referendum»
MONTALE. «Mai più decisioni prese nei “sacri” palazzi della politica e dell’Ato centro»: sul futuro dell’inceneritore di Montale, il sindaco David Scatragli è pronto a invocare il referendum. Adesso che sopra l’impianto di via Tobagi sembra aleggiare lo spettro della cessione, con la conseguente perdita di controllo del Comune sulla struttura e sul suo funzionamento, il sindaco chiama a raccolta la cittadinanza.
La consultazione referendaria, che per ora resta uno tra i possibili strumenti a cui fare appello, è la risposta dell’amministrazione montalese al timore che l’impianto di via Tobagi, alla fine dei giochi, sia destinato a essere l’unico "capretto" da sacrificare sull’altare degli "dei" della nuova gestione dei rifiuti, quella basata sul grande ambito della Toscana centrale e sul gestore unico scelto con la gara da 5 miliardi di euro per 20 anni.
Secondo il centrodestra infatti, la costruzione dell’inceneritore originariamente previsto a Case Passerini sembrerebbe definitivamente tramontata per colpa delle «divisioni interne al Pd dell’area fiorentina». Per una previsione che naufraga, un’altra, ovvero il potenziamento del termovalorizzatore di Montale, contenuto anch’esso nel piano interprovinciale dei rifiuti (approvato dalla maggioranza provinciale di centrosinistra lo scorso 17 dicembre),diventa praticamente una certezza.
Ma al peggio, afferma il Pdl, non c’è ancora fine. Secondo l’ultima proposta «ufficiosa» arrivata dall’Autorità per l’ambito territoriale ottimale Toscana Centro (cioè l’assemblea dei Comuni) infatti, col passaggio al gestore unico del servizio rifiuti per le province di Firenze, Prato e Pistoia i Comuni di Quarrata, Agliana e Montale, proprietari dell’impianto di via Tobagi attraverso Cis spa, dovranno rinunciare alla proprietà del termovalorizzatore. O, quantomeno, con la formula del comodato, a parte del controllo esercitato finora sui camini di via Tobagi. Non che l’amministrazione montalese sia particolarmente affezionata all’inceneritore; ma perderne il controllo farebbe sfumare la prospettiva di una chiusura entro il 2020.
«Non avremmo più alcuna voce in capitolo. Finora – precisa l’assessore all’ambiente Lisa Taiti – avevano parlato di una convenzione. Montale ha già dato e il risultato è stato un disastro sia per la nostra comunità, sia per l’azienda, che stenta a stare in piedi. Per questo diciamo no alle ipotesi di trasferire la proprietà dell’inceneritore ad altri (futuro gestore unico, ndr), rischiando così di tenerlo in funzione per moltissimi anni ancora. La nostra intenzione resta quella già espressa: chiuderlo una volta rientrato l’investimento, tra 6-7 anni. «Di tutti gli impianti previsti a livello di Ato, ne basta uno. Quell’uno, potenziato, sembra che debba essere Montale perché Case Passerini non si fa più – spiega il sindaco Scatragli – Sono trent’anni che diamo il nostro territorio alla Toscana, cos’altro ci dobbiamo ancora sorbire?».
Per il Comune e per i cittadini, non è arrivato mai un indennizzo. «Nel 2010 – spiega Taiti – abbiamo chiesto il ristoro ambientale (per adesso la richiesta non si è concretizzata, ndr). Il centrosinistra, che ha governato fino al 2009, non l’aveva mai fatto».
«Montale – tuona Patrizio La Pietra, consigliere provinciale Pdl – sta pagando lo scotto più grande della grossa conflittualità interna al Pd nell’area di Firenze sulla realizzazione del piano interprovinciale dei rifiuti. Le giunte di centrosinistra hanno voluto inserire una previsione impiantistica (secondo noi sbagliata visto che si basa su quantitativi di spazzatura sovrastimati, che non tengono conto della crisi e del conseguente abbattimento di rifiuti prodotti) per poi contraddirla nei fatti, facendo carta straccia di quanto appena approvato. Il risultato è preoccupante: Case Passerini fermo e Montale unico impianto ampliato, con una vita destinata ad essere lunghissima».
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