Il Tirreno

Pistoia

Arianna, imbattibile nella traduzione dal latino

di Tiziana Gori
Arianna, imbattibile nella traduzione dal latino

Studentessa del liceo classico, ha vinto a Napoli un concorso internazionale «In Italia lo studio è più approfondito, ma la scuola è lasciata a se stessa»

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PISTOIA. Il sommo poeta Dante, Catullo e Lucrezio sono i suoi autori preferiti, e nella traduzione del brano tratto dal “De rerum natura” di Tito Lucrezio Caro ha sbaragliato la concorrenza, battendo gli studenti del liceo napoletano che porta il nome del grande poeta e filosofo romano, e che giocavano in casa.

Arianna Meacci, 19 anni, studentessa all’ultimo anno del liceo classico Forteguerri, ha vinto la tredicesima edizione del “Certamen Lucretianum”, concorso internazionale di traduzione dal latino che si è svolto a Napoli il 25 marzo.

Arianna vi ha partecipato con molte speranze e la consapevolezza - neanche tanto inconscia - di poter raggiungere un ottimo risultato. Soprattutto dopo aver rappresentato - insieme alla fiorentina Emma Rossi e la viareggina Alessandra Andreozzi - la Toscana alla tappa finale delle Olimpiadi della lingua italiana. Correva l’anno 2011, e la studentessa montalese dava già dimostrazione della sua bravura nella traduzione dei grandi autori classici.

«Quello era un concorso a tappe, il “Certamen” una gara di un giorno, sono state due prove diverse”, commenta Arianna, che è andata a Napoli insieme ad un compagno di classe. «È arrivato sesto, un buon risultato. Ha ricevuto un attestato».

Non volendo sprecare l’occasione di fare nuove conoscenze, hanno chiesto ospitalità a due famiglie di Napoli. «È stata una bella esperienza». Che le ha portato mille euro. «Di concorsi ce ne sono molti in giro, e danno tutti pochi spiccioli. Ricevere mille euro per aver tradotto una versione in latino non è una cosa da tutti i giorni, soprattutto se penso che per tanti equivale a un mese di lavoro. Come li ho usati? Per pagare l’assicurazione dell’auto».

Ad Arianna piace studiare. «Ho scelto il classico perché dà una formazione completa, non mi obbligava subito dopo le medie ad indirizzarmi verso un mabito specifico».

Dopo la maturità di giugno invece è d’obbligo scegliere. «Altri miei compagni sanno già cosa vogliono, io sto ancora valutando. Soprattutto vorrei evitare di cambiare idea in corsa, voglio essere certa di scegliere la strada giusta per me. Credo che deciderò tra Lettere classiche, Fisica e Astronomia».

L’idea è quella di prendere la laurea triennale in Italia e la magistrale all’estero. «Non per disprezzo nei confronti dell’Italia e della sua istruzione - precisa - Solo per curiosità, voglia di fare esperienze fuori dal Paese».

La sua percezione della scuola italiana, invece, è chiara: «Ho passato due estati all’estero, in America e a Cambridge, la scorsa estate. In Italia lo studio è più approfondito, ma il “contorno” fragile: le scuole fatiscenti, il precariato che avvolge l’universo degli insegnanti. C’è poca attenzione, da parte delle istituzioni, al valore dell’istruzione».

Un valore che lei percepisce come assoluto. «La Cultura, ragazzi, paga!», scrive Arianna sul profilo Facebook, ringraziando gli amici che le fanno i complimenti e scherzano sulla sua “secchionaggine”: «Non sei di questo pianeta», le dice un amico.

In realtà Arianna, che vive a Montale con il babbo Massimo, medico, e la mamma Elisabetta, è una tipica ragazza dei nostri tempi. Positiva, volitiva, in gamba. Anche sportiva. Ex atleta di mezzofondo, da settembre si è “convertita” ai 400 ostacoli e ai 400 piani, dopo aver trascorso dieci anni tra le travi e le pedane della ginnastica artistica a Montale

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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