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«A Pistoia la centrale del 118 di area vasta» I numeri della Cisl
Secondo il sindacato, scegliere la struttura dell’Asl 3 costerebbe meno e darebbe maggiore efficienza
PISTOIA. Il sindacato Funzione pubblica Cisl scende in campo nella battaglia per non far perdere a Pistoia la centrale operativa del 118. Lo fa con un lungo comunicato in cui si portano diversi argomenti a favore della centrale pistoiese.
L’interlocutore è la Regione, che nel quadro dei tagli della “spending rewiev” sulla sanità, ha deciso di passare da 12 a 3 centrali operative del 118, quelle cioè che si occupano di coordinare i mezzi di soccorso (soprattutto ambulanze). Nell’area vasta centro, quella che riguarda Firenze, Prato, Pistoia ed Empoli, la centrale favorita a sopravvivere alle altre sembra quella di Firenze, anche se l’eccellenza tecnica di quella pistoiese è riconosciuta in modo unanime.
Sulla questione si è già più volte espresso il sindaco Samuele Bertinelli, esigendo dalla Regione criteri chiari e trasparenti di scelta. Diversi gli incontri che il primo cittadino, presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asl 3, ha già avuto a Firenze. Ora sulla questione interviene la Funzione pubblica Cisl .
«Pistoia – si legge –ha tutte le carte in regola per poter essere la centrale di area vasta». A partire dai costi: quelli per realizzare a Pistoia la centrale di area vasta si aggirerebbero intorno ai 100.000 euro contro i sei milioni di euro per la realizzazione della centrale di Firenze.
Ma uno dei criteri che potrebbero avere un peso decisivo sulla scelta finale potrebbe essere il numero di interventi gestiti. E proprio su questo punto la Cisl affonda l’analisi.
«Le centrali che al momento sembrano registrare un maggior volume di servizi non necessariamente sono quelle piutecnologicamente avanzate e piu facilmente ampliabili o comunque con minor spesa».
Inoltre «non in tutte le aree vaste sono presenti centrali con un volume di servizi nettamente superiore alle altre, nell'area vasta nord ovest, per esempio, le 5 centrali hanno un carico di attività molto simile tra loro, rendendo di fatto impossibile utilizzare questo parametro per la scelta, pena la decadenza dello stesso concetto di Centrale di Area Vasta. In questo caso, infatti, la Centrale individuata si vedrebbe aumentare di più o meno cinque volte il volume di attivita attuale».
Inoltre, secondo il sindacato, «il carico di lavoro, calcolato sulle missioni effettuate, deve essere misurato per singolo operatore: da ciò si evince che la Centrale operativa di Pistoia (la terza in Toscana per volume di attività) raggiunge una soglia di volumi significativa, ben oltre la media regionale».
Ma soprattutto, secondo la Cisl, è da respingere l’idea che le centrali con un minore volume di servizi debbano avere una valutazione peggiorativa da parte della Regione.
«A tale riguardo ci piace ricordare un esempio su tutti: la gestione della maxiemergenza durante l'incidente ferroviario alla stazione di Viareggio, l’unica vera maxiemergenza avvenuta in Toscana, che è stata gestita con grande competenza».
Per cui «utilizzando esclusivamente il parametro dei volumi di attività, si potrebbe correre il rischio di andare ad individuare come Centrali di Area Vasta quelle meno avanzate cioè quelle che producono risultati inferiori in base ai principali percorsi diagnostico terapeutici assistenziali».
«Per tutto quello sopra esposto – conclude il documento – Cisl vuole sensibilizzare anche i vertici dell’Asl 3 al fine di valutare attentamente le strategie da attuare per non perdere questa partita di primaria importanza. La lotta che la Cisl sta facendo, aiutata anche dalla sensibilità delle istituzioni sul tema, riguarda anche la salvaguardia del posto di lavoro degli operatori tecnici di centrale (delle associazioni) che danno i l loro fondamentale contributo alla gestione dei servizi ordinari e di emergenza integrandosi professionalmente con lo staff sanitario di centrale operativa.
«Questa organizzazione sindacale si aspetta una tempestiva apertura al dialogo dell’azienda sanitaria pistoiese su questo tema di primaria importanza per il territorio».
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