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Il Tar: Tim ha diritto ad avere il permesso di soggiorno
Al giovane ciclista australiano allievo di Maximilian Sciandri la questura di Pistoia aveva negato il documento
PISTOIA. Timothy Robert Roe detto “Tim”, giovane speranza del ciclismo professionistico australiano, potrà rimanere a vivere e allenarsi a Quarrata, sotto l’ala del suo mentore sportivo Maximilian Sciandri. Nonostante guadagni qualcosa come 4.000 euro il mese, il 15 marzo di due anni fa la questura di Pistoia gli rifiutò il permesso di soggiorno. L’atleta professionista si trovò così, un po’ a sorpresa, a condividere gli stessi grattacapi di tanti coetanei immigrati dalle condizioni economiche decisamente meno floride. Ma nei giorni scorsi il Tar ha annullato quell’atto e dichiarato il buon diritto di Tim di vivere in Italia. Ora il ciclista è tornato in Australia per una operazione chirurgica, ma nei giorni scorsi ha ricevuto dal suo avvocato, Silvia Puggelli, la positiva notizia della decisione del Tar e presto potrà ricominciare a pedalare sulle strade della provincia di Pistoia, come hanno fatto e fanno tuttora tantissimi ciclisti italiani e stranieri.
Ma come era nata la singolare vicenda? Tim Roe milita da due anni nella Bmc, una squadra professionistica Usa tra le più quotate (ci corrono pezzi da novanta del pedale come Cadel Evans o George Hincapie). Il suo contratto scadrà a dicembre. Volendo rimanere vicino al tecnico che lo ha cresciuto, Maximilian Sciandri, Tim ha chiesto alla questura di Pistoia il rilascio del permesso di soggiorno per “residenza elettiva”. Il 15 marzo 2012 il questore respingeva la richiesta, perché per avere la residenza elettiva, secondo il Dpr 394-99, occorre percepire una pensione. E questo non era ovviamente il caso del ventitreenne australiano.
Grazie all’interessamento di Sciandri, il giovane atleta ha fatto ricorso, assistito dall’avvocato Silvia Puggelli del foro di Pistoia. I giudici del Tar nel luglio scorso hanno sospeso il provvedimento e nei giorni scorsi (la sentenza è stata depositata il 5 marzo) hanno definitivamente respinto il no dell’autorità di polizia. Perché? Secondo i giudici amministrativi è ovvio che nel caso in questione la pensione non c’entra nulla. Ma il fatto fondamentale è che il Dpr citato dagli uffici di via Macallè è stata superata da un decreto ministeriale del maggio 2011 che ha ridefinito la residenza elettiva. Ora, per chiederla, basta poter dimostrare di mantenersi autonomamente senza un lavoro subordinato. Ora, Tim sicuramente può mantenersi, visto quanto guadagna. È probabilmente un lavoratore subordinato, e per questo avrebbe dovuto forse chiedere un altro tipo di permesso di soggiorno;ma è anche vero che il suo rapporto di lavoro è con una società estera e non ha alcun collegamento con l’ordinamento italiano.
Insomma, secondo i giudici amministrativi non c’era alcun motivo di rifiutare a Tim Roe il permesso di soggiorno. Per cui la questura di Pistoia dovrà tornare sui suoi passi.
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