Il presidio
Consorzi servizi in crisi a causa dei pagamenti ritardati
PISTOIA. Nei giorni scorsi, in piena emergenza alluvione, l’assessore provinciale Mauro Mari si è lamentato su queste pagine per il fatto che il patto di stabilità e successivi decreti legati alla...
PISTOIA. Nei giorni scorsi, in piena emergenza alluvione, l’assessore provinciale Mauro Mari si è lamentato su queste pagine per il fatto che il patto di stabilità e successivi decreti legati alla spending review, impediscono alla Provincia di poter attingere alle risorse in bilancio per i lavori sugli argini. E c’è anche l’altra faccia della medaglia, quella delle imprese di servizi in crisi a causa dei pagamenti ritardati da parte delle pubbliche amministrazioni. Uno di questi casi è stato trattato nei giorni scorsi anche dal Sole 24 Ore e riguarda un’azienda pistoiese, il Consorzio servizi Leonardo, che ha sede in via degli Orafi. Il Consorzio raccoglie sedici piccole-medie imprese di servizi (pulizie, facchinaggio, costruzioni, impiantistica, portierato) che lavorano per conto di vari enti pubblici, dai Comuni alle Asl, le Ferrovie, che hanno sede in varie regioni italiane, dalla Val d’Aosta fino alla Sicilia. Insieme fanno 100 milioni di fatturato e contano duemila dipendenti. «I ritardi medi sono intorno ai dodici mesi – dice il presidente del Consorzio, Gino Giuntini – ma in molti casi si va anche oltre. Era stato introdotto l’obbligo di pagare entro 70 giorni per le pubbliche amministrazioni, adesso l’obbligo è stato portato a 30 giorni, anche se fa fede il momento in cui è stato firmato il contratto. Non assistiamo però ad alcun miglioramento. Noi lavoriamo dal 2004 e il problema c’è sempre stato, ma non c’è dubbio che negli ultimi due anni sia peggiorato notevolmente. Da quando, cioè, sono entrati in vigore gli obblighi del patto di stabilità che impediscono agli enti pubblici di spendere soldi anche quando li hanno. È evidente che quale che sia il governo che verrà fuori in questi giorni dovrà farsi carico del problema e risolverlo, perché la situazione ha raggiunto dei livelli non più sostenibili ed è auspicabile che venga trovata una soluzione entro giugno». Non tutti gli enti pubblici ritardano i pagamenti allo stesso modo. Ma non è detto che a questo corrisponda una maggiore “virtuosità”. Come spiega Giuntini, ci sono amministrazioni che hanno appaltato i lavori perché ritenuti urgenti pur non avendo la copertura finanziaria. Con l’attuale situazione per molte aziende, come ha detto Giunti al Sole «sarà già una vittoria riuscire a rimanere in piedi fino alla fine dell’anno». Le aziende del gruppo hanno fatture scadure e stanno cercando di tagliare o di rimandare le spese, comprese quelle per la formazione, per far fronte alla carenza di liquidità. Alcune sono state costrette a far slittare il pagamento degli stipendi.
Francesco Albonetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google