Il Tirreno

Pistoia

Olmi, aziende in ginocchio

di Beatrice Faragli
Olmi, aziende in ginocchio

Il forno Cioni si rifornisce da un collega, il bar Giratempo “chiuso per allagamento”

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QUARRATA. Dalla Caserana al Barba decine di specchi d’acqua, di strade e di scantinati allagati. Il Comune chiede la calamità naturale. «Come stavolta, mai» dicono i cittadini delle frazioni più colpite dall’emergenza di lunedì. Ieri è stato il giorno delle idrovore per Quarrata. Gli uomini della Protezione civile hanno continuato a lavorare senza sosta. In via di Mezzo, verso Caserana, la situazione è addirittura peggiorata nel pomeriggio. I fossi tracimati un po’ ovunque, hanno messo in ginocchio attività e famiglie.

«Finita l'alluvione faremo i conti con i tecnici e i politici che hanno permesso questo ulteriore disastro» avverte Daniele Manetti, Legambiente. Vignole, al risveglio, sembrava un’enorme palude. I campi stracolmi e la via IV novembre ancora allagata. In paese mancava anche il pane fresco. Lo storico forno Cioni infatti, ha dovuto fermare la produzione, dopo che l’acqua ha completamente allagato il laboratorio di via di Mezzo. «Dalle 3 di ieri pomeriggio (lunedì, ndr) abbiamo continuato a pulire per tutta la notte – spiegano dal forno – Una macchina, un’impastatrice, l’abbiamo già mandata a riparare». Il pane l’hanno comprato da un collega fornaio. «Ma tutti lo sentono che non è come il nostro. S’è perso un monte di lavoro. I bar, ad esempio, non si sono potuti servire. Le uniche cose che siamo riuscite a fare sono le colazioni per le scuole. Una situazione come questa, non c’era mai capitata. Meno male avevamo una pompa installata nel pavimento, altrimenti l’acqua chissà dove sarebbe arrivata. È da ieri pomeriggio (lunedì, ndr) che è accesa. Almeno siamo rimasti aperti».

Hanno dovuto momentaneamente tirar giù il bandone invece, i titolari del bar Giratempo, al Barba. «Chiuso per allagamento» si leggeva ieri mattina sul cartello affisso alla porta d’ingresso. «L'acqua è venuta da sotto - spiega la proprietaria Valentina Gentile – Erano le dieci e mezza di mattina. La Vab ci ha aiutati con una pompa. Un’altra l’abbiamo comprata noi e altre due ce l’hanno prestate i vicini. Adesso stiamo aspettando che arrivi il geometra per fare la stima dei danni, poi vedremo cosa fare». «Siamo qui da un anno – continua l’altro titolare – Quando abbiamo deciso di venire ci siamo un po’ informati sulla zona e qualcuno ci aveva detto che non c’era pericolo di allagamenti per via della cassa d’espansione qua vicino».

In allerta per molte ore anche l’Oriental Caffè e la Bardi Spa di via Statale. La prima attività ha avuto l’acqua nel locale di tostatura. «Una cosa del genere non s’era mai vista» spiega il proprietario Giancarlo Bonacchi. A pochi metri stessa preoccupazione per la Spa di poltrone e divani. I titolari, intorno alle 9 di lunedì mattina, hanno messo in atto, da soli, il piano d’emergenza. Mandati a casa una trentina di operai, hanno sbarrato gli ingressi stradali con lamine di alluminio e sacchi.

Diverse inoltre le famiglie che ancora oggi devono fare i conti con gli scantinati colmi d’acqua. I volontari di Vab, Misericordia e Croce Rossa hanno cercato di coprire tutte le emergenze in atto. Ieri il sindaco Marco Mazzanti è andato a trovare i cittadini in via di Mezzo e via Falchero , tra Valenzatico e Barba. «La situazione – dice il sindaco – è veramente difficile. Voglio ringraziare tutte le persone, perché pur nel disagio stanno reagendo nel migliore dei modi. Alcuni di loro mi hanno chiesto di realizzare al più presto la cassa d’espansione alla Querciola». Il maltempo si è fatto sentire anche in centro, nella scuola elementare di Santa Lucia, dove alcune mamme hanno segnalato infiltrazioni d’acqua nell’area destinata all’attività fisica.

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