La rabbia di via Selva «Siamo stati lasciati soli»
Il cedimento della Brana ha ributtato l’acqua verso la parte aglianese di Ferruccia «Abbiamo dovuto comprare le pompe idrovore, qualcuno dovrà pagarci i danni»
AGLIANA. Alcuni di loro ci erano già passati nel 2008: quelle ore interminabili a levare l’acqua dagli scantinati, la corrente che manca, le rappresentanze istituzionali che non si fanno vedere. «Facciamo tutto da noi», e la frase è detta senza nessuna voglia di pietismo, ma intanto si parla di assemblee da organizzare e cause da far partire una volta ultimata la conta dei danni.
Il cedimento arginale della Brana ha buttato attraverso i campi su via Selva un mare di acqua che ha allagato non meno di trenta scantinati. Molti situati all’interno di mini complessi residenziali e condomini. C’è chi ha avuto mezzo metro di acqua (i più fortunati), chi uno e mezza, chi tre. E ha perso tutto: «Gli appartamenti sono piccoli - spiega Franca Magherini, che vive nel complesso del civico 218 - e quindi mettiamo tanta roba nei garage, che invece sono belli capienti. Ho perso la bici elettrica, la biancheria, i cappotti, il tosaerba», dice mettendosi una mano al volto. Franca Magherini ha dormito alla Misericordia: «Ho lasciato mio marito a casa, non ce la facevo. Sono cardiopatica, avevo bisogno di allontanarmi».
I condomini forniti di autoclave nel seminterrato sono senza acqua. «Facciamo la scorta di taniche - racconta Aldo Bonacchi, che vive al civico 221 insieme ad altre 9 famiglie - e chiediamo ai parenti di portarcela. Per precauzione abbiamo staccato la corrente».
Quando hanno visto l’acqua arrivare si sono involati nei seminterrati a togliere auto, moto, bici e quant’altro sapevano di dover salvare. Alcuni non ce l’hanno fatta. È il caso di Alfio Innocenti, che nel seminterrato ancora pieno di acqua fangosa ha il furgone e tutti gli attrezzi da elettricista.
I Vigili del fuoco sono al lavoro dalla sera precedente poche case più in là. Passa un pompiere e annuncia che stanno arrivando altre squadre da Pisa (oltre a quelle che si sono già aggregate da Arezzo, Prato e Siena). Ma sono comunque pochi. Pochi tra i residenti di via Selva avevano ricevuto sacchi di sabbia dalla Protezione civile e dalla Croce rossa (un problema analogo a quello patito a Pistoia: non ce n’erano a sufficienza), ma quasi tutti si sono dovuti arrangiare da soli per togliere l’acqua dai seminterrati. Quelli al civico 221 chiedendo trattore e pompa idrovora a un vicino: «Che comunque andrà pagato», evidenzia Bonacchi.
Quelli alcivico 242 (altre 10 famiglie che abitano in villette a schiera costruite nel 2005) comprando una pompa idrovora da 700 euro e noleggiandone una da Palma Spurgo: «Alle 15 di lunedì pomeriggio - racconta Roberto Pagni - qui era un fiume. L’acqua è entrata da alcune aperture nel seminterrato e ha allagato tutto. Alcuni se la sono ritrovata al primo piano. La Protezione civile passava avanti e indietro ma poteva fare poco. Io sono vicepresidente della sezione aglianese e so che combattiamo con la scarsità di mezzi».
Alberto Bargiacchi e Aldo Bonacchi lanciano accuse pesanti sul cedimento arginale della Brana: «Già faticava a ricevere, e c’erano tre idrovore in funzione che ributtavano l’acqua nel torrente. Ma perché non le hanno spente?».
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