Il Tirreno

Pistoia

Le banche hanno chiuso i rubinetti ai vivaisti

di Corrado Benzio
Le banche hanno chiuso i rubinetti ai vivaisti

Crolla di un quarto la liquidità che il credito ha concesso alle aziende agricole Drammatici i dati nazionali, con un grosso aumento delle sofferenze

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Le banche non concedono più prestiti e fidi alle aziende agricole. Questo comporta per tutti i settori (dal vino ai vivai, dai fiori fino agli oliveti) la difficoltà ad ammodernarsi.

I dati sono decisamente impietosi. Nel 2012 – come si legge sul Sole 24 Ore di qualche giorno fa – alle aziende agricole italiane sono mancati 613 milioni di liquidità.

Così nel 2012 il credito agrario è precipitato ai livelli del 2008, quando iniziò la crisi.

Rispetto al 2011, lo scorso anno registra un crollo del 22%. Insomma le banche italiane hanno tagliato quasi un quarto del credito che concedevano l’anno prima alle aziende.

E questo in un momento che da una parte è di crisi, ma dall’altra è di forte espansione per alcuni importanti settori dell’agroalimentare italiano. E non parliamo solo del vino e non pensiamo solo ai nostri vivai, ormai una delle poche realtà della nostra provincia in grado di esportare i propri prodotti e con un discreto successo.

Secondo i dati forniti dalla Sfga (società gestione fondi per l’agroalimentare), in questo momento sta crescendo soltanto il credito a breve. A dimostrare delle difficoltà ad horas che hanno le aziende nei confronti della liquidità.

Guardando al Paese, le aziende più in difficoltà si trovano al Sud ed in parte al Centro.

Meno problemi pe ril Nord Italia, dove peraltro si concentra oltre il 70% dell’offerta bancaria verso il settore agricolo.

Con un effetto perverso. Cadono i finanziamenti e gli affidi. E contemporaneamente crescono le sofferenze bancarie da parte delle aziende, grandi e piccole.

In Italia le imprese che si trovano in difficoltà a restituire i soldi alle banche sono passate da 15.307 a 16.207. Con un incremento su base annua di quasi 900 aziende in più. Il totale delle sofferenze in atto in Italia tocca quota 4,2 miliardi di euro.

E la situazione tende clamorosamente a peggiorare dall’inizio del 2013.

Al Sole 24 ore, quotidiano economico della Confindustria, Roberto Grassa, direttore del consorzio fidi di Coldiretti, spiega che nel primo trimestre dell’anno in corso, le sofferenze sono in rialzo, con finanziamenti ormai in default che crescono del 10%. Con punte che in alcune zone toccano addirittura il 25%.

Ultimo aspetto, non secondario, sono cresciuto anche i giorni di tempo per avere una risposta sui finanziamenti. La media era 60 giorni, oggi si toccano i 75.

E comunque le condizioni praticate dalle banche italiane in genere, spiegano ancora i sindacati di categoria, tendono ancora a peggiorare. Difficile a questo punto per la attività agricole, rinnovare macchinari e impianti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani