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«Pensando al futuro sono un po’ in ansia»
Dubbi, tensioni adolescenziali, curiosità e meraviglia. È un universo sconosciuto quello che si è aperto a monsignor Bianchi (nella foto) leggendo le letterine degli 800 cresimandi che oggi...
Dubbi, tensioni adolescenziali, curiosità e meraviglia. È un universo sconosciuto quello che si è aperto a monsignor Bianchi (nella foto) leggendo le letterine degli 800 cresimandi che oggi pomeriggio benedirà in cattedrale.
Ecco alcuni dei messaggi contenuti nelle lettere scritte in queste settimane al vescovo pistoiese.
«Io, come Zaccheo, ho tanti limiti. Lui l’altezza e la folla. Io sono timido, molto timido, con i professori».
«Sono agitata, lunatica e chiacchiero troppo. I maschi mi considerano una pazza».
«Mi piace ballare, cantare, suonare il violino. Però non so suonarlo».
«Sono molto insicura perché ho paura di sbagliare. Mi arrendo, non affronto le cose».
«Tutto sommato io sono felice, ma l’unica cosa che mi manca è qualcuno di cui mi possa fidare senza paura che tradisca la mia fiducia».
«Caro vescovo, io sono contenta e le confido un segreto: voglio molto bene a un mio amico. Per questo vorrei porgerle una domanda: a che serve l’amore?»
«Mi sento serena perché sento l’amore di Gesù in tutte le cose belle che faccio. Penso di essere una bambina molto fortunata e sono soddisfatta della mia vita grazie alle certezze che ho nella vita e nella famiglia».
«Quando sono in difficoltà io prego Gesù e lui mi aiuta a rialzarmi, a mettermi sulla strada giusta.
«Pensando al futuro sono un po’ in ansia, perché mi aspettano cose nuove dopo la scuola media. Ho timore di perdere gli amici, anche se non tutti. Ognuno di noi prenderà strade diverse e non so se rimarremo in contatto. Questa è una cosa che mi rattrista».
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