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Tfr, l’Inps di Prato paga Da Pistoia niente soldi

Tfr, l’Inps di Prato paga Da Pistoia niente soldi

Fattori (Cgil): «L’Istituto obietta che non può liquidare le somme perché le lavoratrici si sono insinuate nel passivo fallimentare: sono gli unici in Italia»

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«L’Inps di Pistoia è l’unico, con migliaia di casi analoghi a livello nazionale, a rifiutare il pagamento del Tfr attraverso il Fondo tesoreria, perché le lavoratrici si sono inserite come creditori privilegiati nel passivo del fallimento».

A riprova di quanto asserito, Enzo Fattori, dell’ufficio vertenze Cgil di Prato, riporta l’esempio dell’Istituto di previdenza della città laniera, che «sta liquidando le somme spettanti alle ex dipendenti della Flowers con residenza a Prato».

Il tribunale di Prato ha dichiarato fallite le tre aziende a fine 2011. L’istanza di fallimento era stata presentata da una parte delle dipendenti, che vantavano crediti residui da riscuotere. «Nelle aziende - spiega Fattori - lavorano donne provenienti da tutta l’area metropolitana, tra cui Agliana, Montale e Pistoia. Attraverso i sindacati si sono insinuate nel passivo del fallimento ed è stato loro riconosciuto lo status di creditori privilegiati».

Le lavoratrici dovevano riscuotere stipendi e Tfr: «Per non aspettare i tempi della vendita giudiziaria - racconta Fattori - abbiamo deciso di ricorrere al Tfr garantito dall’Inps attraverso il Fondo tesoreria. Come previsto dalla riforma della previdenza complementare, infatti, nelle aziende con più di 50 dipendenti il Tfr deve essere versato direttamente nel Fondo tesoreria dell’Inps».

I soldi ci sono, dunque, rimarca Fattori, sono stati già versati dalle lavoratrici. «Ad ottobre abbiamo presentato domanda all’Inps di Prato per le 35 dipendenti con residenza a Prato, e le 7 con residenza a Pistoia che si erano rivolte alla Cgil. Altre lavoratrici, una decina, hanno fatto la stessa cosa con altri sindacati».

Il pagamento del Tfr - cifre variabili da 200 a 5mila euro - doveva essere garantito entro 30 giorni, ma sono passati quattro mesi e dall’Istituto di previdenza nessuna notizia. «Ho parlato telefonicamente con una funzionaria pistoiese: la domanda non risultava pervenuta. C’era stato quindi un grosso difetto di comunicazione tra gli Istituti delle due città. Abbiamo inoltrato nuovamente richiesta di pagamento, ma nel frattempo ci hanno detto che non potevano evaderla perché avevamo surrogato l’Inps nel suo ruolo di creditore nel passivo fallimentare. Prima di tutto - commenta Fattori - è un’obiezione che dovrebbero muoverci il giudice o il curatore fallimentare. Secondo, potremmo anche rinunciare al nostro ruolo di creditori, ma dall’Inps ci arrivi una risposta formale. Invece non abbiamo avuto comunicazioni di sorta, il tempo passa e quei soldi, a donne in difficoltà, farebbero comodo».

Giovedì prossimo è prevista un’assemblea tra le organizzazioni sindacali e le lavoratrici, che stanno spingendo per un sit in di protesta davanti alla sede Inps di viale Adua.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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