Mobilitati gli infermieri: la città non può perdere il corso di laurea
Assemblea alla sede del Collegio Ipasvi, invitati anche Asl, Uniser, Comune e Provincia «La qualità della formazione va salvaguardata, istituzioni e forze politiche ci diano una mano»
PISTOIA. Asl, Uniser, Comune, Provincia e soprattutto gli infermieri pistoiesi: tutti insieme per c ercare di respingere il tentativo di chiudere la sede decentrata pistoiese del corso di laurea in Infermieristica dell’Università di Firenze.
A mettere in campo l’iniziativa è il consiglio direttivo del Collegio Ipasvi (Infermieri professionali, assistenti sanitari e vigiliatrici d’infanzia) che ha indetto la riunione per domani pomeriggio alle 17, presso la sede del collegio stesso, in via Fucini 3. L’incontro con gli iscritti ha l’obiettivo della «condivisione delle potenziali criticità formative in seguito alla riorganizzazione e chiusura della sede decentrata di Pistoia».
All’incontro sono stati invitati anche la presidente della Provincia, il sindaco, il direttore generale, il direttore infermieristico, la responsabile professionale del corso di laurea e il presidente Uniser.
«La nostra riflessione insieme a tutti i partecipanti – scrive il Collegio – non può prescindere dalla disamina dell’attuale contesto di crisi economica che rischia insieme alla profonda riorganizzazione in atto nel sistema universitario di non valorizzare la formazione che rappresenta invece una leva importante per lo sviluppo ed il miglioramento della qualità sia dei professionisti che dei servizi offerti al cittadino».
«La formazione – continua la nota – costituisce il momento fondante di ogni professione, è il processo attraverso il quale lo studente si prepara a svolgere un’attività lavorativa, rappresenta quindi un investimento importante per il sistema sanitario e leva strategica per attuare e governare i cambiamenti in atto. Gli infermieri intendono “fare la loro parte” affrontando il tema con grande senso di responsabilità e chiedono attraverso il confronto aperto con le istituzioni, di essere sostenuti dalle forze politiche nel fare rete per salvaguardare la qualità della formazione della sede pistoiese e per non disperdere il bagaglio culturale creatosi negli anni».
«Il confronto intellettuale attivo –si legge ancora – che ha visto l’incontro tra i docenti infermieri pistoiesi, i formatori del corso di laurea, i tutor clinici e i professionisti sanitari appartenenti alle altre famiglie professionali ha creato le condizioni ottimali nella sanità locale per preparare gli operatori sanitari tutti all’interprofessionalità. La formazione professionale in sede pistoiese rappresenta in quest’ottica la possibilità di mantenere un vivaio attivo di idee, ragionamenti e obiettivi di ricerca apportando così il proprio contributo all’Università di Firenze».
Secondo il Collegio «l’impegno crediamo debba essere improntato al mantenimento di un livello assistenziale ottimale per i cittadini cercando di trovare le modalità per coniugare la sostenibilità del sistema universitario con quello sanitario».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
