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Pistoia

le intercettazioni

«Ti spacco la testa se mi riattacchi il telefono»

PISTOIA. Minacce e intimidazioni nei confronti delle vittime “strozzate”, dialoghi surreali fra personaggi senza scrupoli. È quanto si ricava dalle intercettazioni telefoniche delle forze dell’ordine...

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PISTOIA. Minacce e intimidazioni nei confronti delle vittime “strozzate”, dialoghi surreali fra personaggi senza scrupoli. È quanto si ricava dalle intercettazioni telefoniche delle forze dell’ordine nelle inchieste degli ultimi anni sull’usura. Alcuni di questi brani di telefonate vengono riportate nello studio Confesercenti-Unipol.

L’aguzzino: «Non ti permettere più di riattaccarmi il telefono in faccia perché dove ti trovo ti spacco la testa con la mazza, hai capito?» La vittima: «Senti, vieniti a prendere la macchina». L’aguzzino: «La macchina? Io voglio i soldi non la macchina, perché dove ti incontro ti spacco la testa con la mazza. Vabbuò senti a me... subito dopo le feste sto a Firene». Questo era un breve dialogo fra uno fra uno degli aguzzini dell’operazione Mimesis dell’ottobre 2011, che ha portato all’arresto di 12 persone appartenenti a un clan che fa parte dei Casalesi, residenti fra Firenze, Prato e Buggiano.

Questo è un altro dialogo fra vittima e aguzzino. «Invece di fare le tue cose e di creare disagio agli altri mettiti in pari con le persone, hai capito?» La vittima: «Ma io ho già parlato con chi deve avere, ho già parlato con loro ieri mattina». L’aguzzino: «No. Mi hanno chiamato e mi hanno detto che ha preso tempo ancora. A te quando ti piglio ti faccio vedere. Poi vai a chiamare i carabinieri, vai a chiamare chi ti pare, va bene?» Ecco, infine, una telefonata fra due aguzzini: «Dobbiamo fare una sceneggiata, dobbiamo prendere un amico nostro, lo dobbiamo legare e far finta che lo stiamo picchiando. Ti faccio vedere che con questa sceneggiata se riesco a prendere 40, 50mila euro ci facciamo la pensione».

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