«Nessuna ricaduta economica»
Esperti contrari alla realizzazione della centrale a Bottegone
PISTOIA. «Si vuole fare una centrale termoelettrica a Pistoia mentre questo settore è in crisi. La Regione Toscana è priva di una programma energetico che riduca gli sprechi e che stabilisca come utilizzare domani l’energia prodotta oggi, inutile produrre più energia di quella che serve. In questo progetto non c’è una ricaduta positiva per il territorio, impossibile pensare a pochi posti di lavoro a fronte di un investimento di 90 milioni di euro».
Ad esprimere il suo giudizio contrario al progetto della centrale a metano Repower a Bottegone è il professor Livio De Santoli, docente ordinario di Fisica tecnica ambientale all’Università La Sapienza di Roma. Assieme ad Angelo Consoli (direttore dell’ufficio europeo di Jeremy Rifkin e già consulente per l’energia nel governo Prodi) con cui ha scritto il libro “Territorio Zero”, è stato invitato a Pistoia dalle locali sezioni di Wwf e Legambiente e dai Verdi Arcobaleno su Pistoia.
«Non è accettabile poi – prosegue De Santoli – che chi investe come privato in centrali come questa venga rimborsato dallo Stato se l’investimento non va a buon fine: se la centrale di Pistoia non dovesse funzionare dovranno pagarla economicamente i cittadini, come accaduto in altri casi in Italia».
«Si continua a costruire solo per la logica del profitto – aggiunge Lorenzo Lombardi, di Arcobaleno su Pistoia – Faccio un appello al vivaismo pistoiese, che potrebbe assorbire i pochi posti di lavoro promessi da Repower».
«C’è bisogno di un’economia verde – sostiene Consoli – l’atmosfera e l’ambiente sono beni comuni dei quali società come Repower non devono appropriarsi, c’è da capire se gli investimenti nella centrale pistoiese siano solo privati, un’opera anacronistica visto che l’Europa chiede di sostituire il ciclo fossile con quello solare. Solamente il settore fotovoltaico, poi, darebbe molta più occupazione della Repower».
Luciana Giovannetti, del Comitato Bottegone-Badia a Pacciana-Agliana, contrario alla centrale, osserva che il progetto non prevede nemmeno il riutilizzo del calore povero, di 45-50º utilizzabile ad esempio per le piscine: «Peccato che non ci siano piscine a Bottegone» chiosa.
«Non comprendo come società come Repower possano attingere ai finanziamenti anche quando non c’è bisogno di nuova energia – nota Massimo Donnini, componente di giunta della Camera di Commercio di Pistoia – Non conosco una sola azienda pistoiese che abbia lavorato al nuovo ospedale San Jacopo, e così immagino che anche Repower abbia già il suo indotto, che non è locale: non vedo quindi una ricaduta positiva sul territorio di questi 90 milioni di euro».
Il presidente di Wwf Pistoia lancia la proposta di un polo espositivo e commerciale, o uno sportello per l’agricoltura biologica, nell’area ex Radicifil al posto della centrale.
Leonardo Soldati
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