Il Tirreno

Pistoia

Rapina alla filiale Caripit direttore preso a schiaffi

di Massimo Donati
Rapina alla filiale Caripit direttore preso a schiaffi

Banditi armati di trincetto in azione a Chiazzano, paura tra dipendenti e clienti volevano farsi aprire la cassaforte ma si sono accontentati dei 3.000 della cassa

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PISTOIA. Con addosso la classica casacca arancione, si è infilato nella porta girevole fingendosi un corriere, ma non appena messo piede nella banca si è calato la calzamaglia sul volto e ha tirato fuori di tasca il trincetto. Seguito quasi immediatamente da un complice, mentre il terzo restava all’esterno, al volante dell’auto, pronto per la fuga.

Erano all’incirca le 11 di ieri mattina quando all’interno della filiale di Chiazzano della Cassa di risparmio di Pistoia e della Lucchesia sono iniziati i tre minuti di terrore che clienti e impiegati si ricorderanno certamente a lungo. Di sicuro saranno difficili da scordare per il direttore, che si è preso un paio di ceffoni da uno dei banditi, e per un cliente, anch’egli raggiunto da uno schiaffo al volto nei concitati momenti della rapina. Alla fine, però, solo tanta paura, e circa 3.000 euro che hanno preso il volo nel sacco del bottino dei malviventi.

Come detto, il bandito che per prima è entrato nella piccola filiale della Caripit, che si trova sulla via Pratese accanto alla chiesa della piccola frazione, indossava una casacca del noto corriere Sda, con tanto di cappellino. Ed è proprio da sotto il cappellino che, una volta uscito dalla cabina dell’ingresso senza che gli impiegati, vedendolo nelle telecamere, avessero sospettato alcunché, si è calato giù la calza per coprirsi il volto. In quel momento nella banca c’erano quattro clienti e quattro dipendenti. Il bandito, mentre anche il complice stava già entrando, si è diretto verso l’unico sportello della piccola filiale e ha gridato alla cassiera di consegnargli i soldi.

Sentendo le urla, il direttore è sbucato dalla stanza attigua, in cui si trovava con un altri dipendente (l’altra era a fianco della cassiera, seduta alla sua scrivania), ed è stato a quel punto che è stato afferrato per il bavero della camicia dall’altro rapinatore che, tirandogli uno schiaffo e un pugno, gli ha intimato di portarlo alla cassaforte e di aprirgliela.

«Gli ha tirato un cazzotto e uno schiaffo – racconta una delle dipendenti – e gli ha strappato la camicia. Era accanto a me quando è successo. A me non ha fatto nulla, ma anche un cliente è stato minacciato e colpito con uno schiaffo».

Il direttore, Riccardo Bini, ha spiegato al bandito che non poteva aprire la cassaforte. Come tutti gli istituti di credito, anche la filiale Caripit di Chiazzano è infatti dotata del sistema di apertura a tempo ideato proprio per evitare grosse perdite in caso di rapina: una volta che alla cassa si accumula un certo quantitativo di banconote, queste vengono infilate direttamente in una feritoia attraverso le quali vengono trasportate nella cassaforte, che si apre soltanto ad orari prestabiliti, di solito quando i portavalori arrivano per trasportare alla sede centrale il denaro.

A quel punto, il bandito armato di trincetto, ha sradicato con la forza delle mani la protezione in plexiglass davanti alla cassiera e ha afferrato da solo tutti i soldi che erano nella cassa: circa 3.000 euro. Dopodiché, in tutta fretta, i due rapinatori (parlavano con chiaro accento meridionale) hanno infilato la porta e sono corsi fuori dove, nel parcheggio dell’attigua chiesa, c’era ad attenderli il terzo complice, alla guida di una Fiat Stilo familiare grigia. Partiti sgommando, i banditi si sono diretti a tutta velocità verso Pistoia. Poco dopo hanno imboccato, sulla destra, via Croce e Acqualunga, una stradina che, tra i vivai, porta verso la zona industriale di Sant’Agostino. Ed è proprio in mezzo alle palme di un vivaio, a circa un chilometro dalla banca, lungo via Castagnola, che hanno abbandonato l’auto, ritrovata una mezzoretta dopo dai carabinieri.

Oltre ai carabinieri, sul luogo della rapina sono intervenute anche le volanti della questura. Impauriti, alcuni clienti e impiegati si erano rinchiusi dentro il bagno.

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