Il presidio
Il Consiglio di Stato boccia il Comune su un megappalto
Illegittima la vittoria di Toscana Energia Green nella gara da 9 milioni per la fornitura di gas a scuole ed edifici pubblici
PISTOIA. Illegittimo il contratto con cui il Comune di Pistoia ha affidato, nei mesi scorsi, la fornitura del metano e la gestione del riscaldamento e del condizionamento di uffici e scuole a Toscana Energia Green. La società, controllata al 100% da Toscana Energia (a sua volta partecipata dal Comune di Pistoia attraverso Publiservizi, che ne detiene il 10%), aveva vinto nel 2010 la gara da 9 milioni di euro per la fornitura a Palazzo di Giano del cosiddetto “servizio energia” per 5 anni.
Ma a metà febbraio, una sentenza del Consiglio di Stato che ha lasciato molti a bocca aperta, ha azzerato tutta la situazione, ribaltando la precedente decisione del Tar e lasciando (solo virtualmente, per fortuna) il Comune di Pistoia senza gestore del riscaldamento.
A rivolgersi alla giustizia amministrativa era stato il secondo piazzato nella gara del 2010, il raggruppamento temporaneo d’imprese mezzo milanese (Siram spa, una potenza del settore) e mezzo pistoiese (Diddi srl, Diddi Dino e figli). Sostenevano, gli avvocati di queste imprese, che Toscana Energia Green non avrebbe potuto partecipare alla gara del 2010 perché dal 2009 già fornisce il servizio energia al Comune non in virtù di una gara ma di un affidamento diretto (in realtà l’affidamento risale al 2001 e Toscana Energia Green l’ha solo “ereditato” dall’allora Publienergia, attraverso vari passaggi). All’epoca era prassi l’affidamento diretto dei servizi alle società controllate dai Comuni. Poi, dal 2008, è scattato il divieto: un’azienda che gode di un trattamento di favore da una amministrazione pubblica non può sfruttare i vantaggi così ottenuti per far concorrenza ad aziende private nell’ambito di un appalto.
Siram e soci hanno bussato nel 2011 al Tar, ma il ricorso è stato bocciato. L’unico risultato è stato quello di bloccare la firma del nuovo contratto con il Comune. Ma il ricorso al Consiglio di Stato ha rovesciato la decisione dei giudici amministrativi toscani: quella gara non poteva finire con la vittoria di Toscana Energia Green, che alla gara non avrebbe potuto partecipare.
Non importa – hanno rilevato i giudici amministrativi – che in questo caso l’affidamento diretto fosse stato conferito ad un’altra società (Toscana Energia, l’ex Publienergia). E non importa nemmeno che il “servizio energia” non si rivolga direttamente ai cittadini come un servizio pubblico tipo acquedotto o raccolta rifiuti .
Peccato che nel frattempo il Comune, dopo cinque proroghe consecutive, alla fine quel contratto l’ha firmato. Come ha sottolineato l’assessore Daniela Belliti rispondendo in commissione ai quesiti su questo tema, la giunta ha agito dopo il via libera dei legali, visti i tempi particolarmente lunghi che la vicenda stava assumendo. In effetti la gara era stata svolta nel 2010 e l’esito c omunicato a maggio 2011, cioè ormai quasi due anni fa. Ora gli uffici sono al lavoro per capire come rimediare: entro la prossima settimana al massimo dovrebbero arrivare le decisioni operative.
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