Rischiano il rimpatrio 25 profughi africani
Sono arrivati nel 2011 ed hanno chiesto di essere riconosciuti come rifugiati politici, ma ancora non c’è stato il pronunciamento
PISTOIA. Sono 25 i profughi provenienti da Ghana, Burkina Faso e Nigeria arrivati in Italia nel 2011 dalle sponde africane a seguito degli eventi che hanno caratterizzato la cosiddetta “primavera araba”. Sbarcati da carrette del mare provenienti dalla Libia, hanno fatto ricorso al tribunale di Firenze (sezione civile) per acquisire lo status di rifugiato politico o di persona sottoposta a protezione umanitaria. Attualmente i 25 giovani, accolti in Toscana e smistati dalla Regione nei centri di accoglienza e tra le cooperative sociali, lavorano come volontari nella cooperativa sociale "Mise" di Pistoia. Tanti di loro lavoravano già in Libia e risultano, dopo una rocambolesca e drammatica fuga dal paese in guerra, doppiamente profughi. Le loro storie raccontano di una vita drammatica fatta di minacce di morte, persecuzioni, discriminazioni e fame: in fuga da paesi in guerra, hanno per questo potuto richiedere asilo politico o protezione umanitaria, istituti previsti del diritto internazionale. «P er tutti loro l'asilo politico – spiega il responsabile della cooperativa “Mise“, Riccardo Fantacci – è l'unico modo per sfuggire alle discriminazioni razziali, politiche, religiose ed etniche alle quali sono stati sottoposti nei loro paesi d'origine. L'asilo politico, previsto dal diritto internazionale, consentirà loro di ottenere il permesso di soggiorno per motivi umanitari e la possibilità di continuare a lavorare in Italia. Attualmente sono in attesa del pronunciamento del riconoscimento di asilo politico, ma se quest'ultimo verrà bocciato , tutti e 25 dovranno tornare nei paesi di origine. Nel frattempo, ad una giovane coppia è nata una bambina: l'eventualità di tornare a casa atterrisce i genitori». Il 31 dicembre si esauriranno i fondi messi a disposizione dalla Regione Toscana per la loro accoglienza. Molti di loro sono angosciati dall'idea di dover essere rimpatriati nei loro rispettivi paesi, come racconta uno dei profughi ghanesi. Sulla base dei ricorsi, il ministero dell'Interno sta riesaminando le richieste. Ma per i 25 profughi il sogno italiano di libertà potrebbe finire fra pochi giorni. [
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
