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Pistoia

Viabilità alternativa per Tobbiana

Viabilità alternativa per Tobbiana

Occorrerà tempo per rimuovere la frana sulla via Mazzini. Riaperta la strada per raggiungere Arcigliano

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PISTOIA. La grande paura è passata. Tutti i corsi d'acqua che avevano messo in allarme Pistoia e la Piana sono tornati ad un regime di normalità. Cessate, dunque, le misure precauzionali e la sorveglianza degli argini dell'Ombrone e della Brana. Le abbondanti precipitazioni dei giorni scorsi hanno comunque provocato (oltre che qualche polemica, come a Quarrata) diverse frane in collina e in montagna. La più significativa si è verificata nel Comune di Montale e ha portato alla chiusura di via Mazzini, principale via di accesso alla frazione di Tobbiana. L'abitato è comunque raggiungibile attraverso viabilità alternativa. Per rimuovere la grande massa di detriti e mettere in sicurezza il pendio ci vorrà comunque molto tempo.

E' stata invece riaperta la strada che porta alla frazione di Arcigliano, nel comune di Pistoia, anche se i lavori sono da concludere: quando le condizioni meteo si stabilizzeranno dovrà essere ricostruito il muro di contenimento a monte della carreggiata.

Sono rimasti invece isolati fino a mezzogiorno di ieri i residenti della zona alle spalle della cartiera di San Felice: la strada che, da via San Felice e Piteccio si inerpica sulla collina, è stata bloccata da uno smottamento di fango e alberi nella serata di sabato subito dopo il secondo tornante. Gli operai dei cantieri comunali e la Protezione civile sono stati al lavoro per tutta la notte e la mattinata di ieri per riaprirla alla circolazione.

Nel pomeriggio di ieri, una squadra della Protezione civile è intervenuta anche al confine con il comune di Agliana, per ripulire dai detriti lasciati dall'esondazione della Brana sulla carreggiata di via Lungobrana. Così come il Consorzio Ombrone ha eliminati i detriti dell’esondazione del Vincio di Brandeglio nei pressi dello zoo: il guado carrabile della strada (una sorta di scorciatoia che riporta verso Pontelungo) resta comunque chiuso per motivi di sicurezza in quanto le protezioni laterali sono state portate via dalla piena.

«Finita l’emergenza – spiega Angelo Biagini, responsabile della Protezione civile del Comune di Pistoia – dovremo cominciare a pensare all’opera di ripristino. Come ad esempio in via di Sciabolino, la strada che porta a Torbecchia, dove abbiamo rimosso la frana ma sono rimasti 3-4 dossi sulla carreggiata molto pericolosi: in caso di piena potrebbe cedere tutto. Comunque, devo dire che l’opera di manutenzione sui piccoli corsi, come Bollacchione e Brusigliano, è servita: non si sono verificati grossi problemi, ad esempio al Chiodo o a Chiazzano, come in passato. Del resto, quella della continua piccola manutenzione in sinergia con i privati è l’unica strada per evitare molti disagi causati dalle pioggie sempre più intense».

Polemiche a Quarrata. «I vigili ci urlavano “arriva l’acqua, arriva l’acqua”, invece non era vero. L’Ombrone non aveva rotto alla Ferruccia».

Passata l’emergenza, Quarrata ieri mattina si è svegliata con qualche malumore per la gestione dell’allerta scattata nella tarda mattinata di sabato. Secondo alcuni cittadini di Caserana, infatti, una pattuglia della Polizia municipale, intorno alle 14,30 (quando l’Ombrone aveva raggiunto i 40 centimetri dalla tracimazione), sarebbe passata da via di Mezzo e dalle altre strade della frazione quarratina diffondendo notizie errate e provocando un panico ingiustificato.

«La situazione era evidentemente critica – spiega Oriano Moretti, residente della Caserana - ma tra allertare le persone in base a dati certi e creare timori infondati, costruiti su false notizie, c’è una differenza sostanziale. Il comportamento della Polizia municipale ha sollevato parecchi malumori in zona, non dovevano fare quello che hanno fatto. La gente è arrabbiata».

L’esondazione dell’Ombrone alla Ferruccia era una delle tante voci del primo pomeriggio di sabato. Voce però rimasta tale, e subito smentita dalla Protezione civile e dal sindaco Marco Mazzanti. «Che si coordinino meglio d’ora in avanti – continua Moretti – “Sta arrivando l’acqua, andate ai piani alti o evacuate” non è una frase che può essere fraintesa. La gravità c’era, ma creare situazioni così è alquanto inopportuno. Ho visto gente andare in panico dopo il passaggio della Polizia, donne anziane che non sapevano cosa fare. Di paura, vista l’evidenza della situazione, ce n'era già in abbondanza. Qui si parla di procurato allarme».

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