Lotta al crimine, summit tra le zone di area vasta
La proposta arriva dalla Prefettura di Lucca che punta su un piano coordinato per il contrasto alle bande che si spostano nei territori di varie province
PISTOIA. La proposta, sensata, arriva dalla Prefettura di Lucca: maggior presenza e pressione sul territorio in modo da scoraggiare i pendolari del crimine e attuazione di un piano di sicurezza di «area vasta» che coinvolga anche le province limitrofe di Pistoia e Pisa. È quanto emerge dalla riunione tecnica di coordinamento voluta dal prefetto Giovanna Cagliostro con i vertici provinciali delle forze dell’ordine (questore, comandanti dei carabinieri, della guardia di finanza e del corpo forestale) per valutare strategie operative in grado di arginare i recenti gravi episodi di furti e rapine in ville e case.
Cagliostro ritiene indispensabile una programmazione, a breve, di Comitati interprovinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica con i prefetti delle province limitrofe. Il piano prevederà l’utilizzo massimo della videosorveglianza e l’impiego delle polizie municipali in grado di togliere lavoro (leggasi: rilievi di incidenti stradali) a chi controlla il territorio. Nel periodo natalizio ci saranno più pattuglie di militari e agenti sulla strada e maggiore attività investigativa attraverso una rivisitazione dell’impiego del personale con il supporto delle polizie municipali e l’impiego di mezzi informatici e tecnologici. È l’inizio di un percorso - che si tradurrà nella stesura di un piano ad hoc - per garantire più sicurezza alla popolazione.
Intanto la Prefettura di Pistoia ricorda che sono state tenute undici riunioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, di cui tre decentrate nelle sedi comunali di Agliana, Montecatini Terme e Pieve a Nievole.
«Il sindaco del comune capoluogo è membro effettivo del consesso e ne può chiedere la convocazione al prefetto – si aggiunge nella nota –. Alle riunioni sono intervenuti i Sindaci interessati dalle specifiche situazioni dei rispettivi territori e sono conseguite puntuali ordinanze emanate dal questore per il coordinamento tecnico-operativo dei servizi e dell’impiego della forza pubblica e delle altre forze a disposizione, tra le quali rientrano, a pieno titolo, quelle della polizia locale».
La recrudescenza dei crimini in questi giorni indica tuttavia che è necessario fare di più e la proposta di un coordinamento interprovinciale appare logica, dal momento che le bande dei «pendolari del crimine», come le definisce il procuratore capo Giuseppe Quattrocchi, scorrazzano da Firenze alla Versilia, con irruzioni nelle piane di Pistoia e Lucca. In merito all’azione dei Comuni, utilizzo della polizia municipale a parte, più attenzione meriterebbero almeno le richieste di migliore illuminazione di tante strade, quartieri e frazioni.
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