Italia
Fognano si ribella: «I nostri soldi in banca»
Sit in degli abitanti del paese contro la chiusura dell’ufficio postale, prevista per il 18 dicembre
FOGNANO. Per salvare le poste di Fognano i cittadini avevano addirittura proposto di pagare, di tasca propria, l’affitto della stanza di via Gramsci che accoglie l’ ufficio postale del paese, o di ridurre l’orario del servizio, condividendo uno stesso impiegato con la vicina Tobbiana, scampata invece all’accetta dell’azienda.
Il taglio però, per Fognano, è arrivato ugualmente. Martedì lo sportello tirerà giù il bandone e gli abitanti della frazione montalese adesso minacciano di portare via i propri risparmi dai conti postali, per trasferirli in banca. In circa 300 hanno firmato una petizione contro la chiusura, che consegneranno al sindaco David Scatragli, affinchè venga portata in Regione lunedì, durante l’incontro con il presidente Rossi. Ad appoggiarli ci sono anche le associazioni locali, come la Pro loco e la Misericordia.
«Dal 18 – spiega Silvano Santi, che ieri mattina era davanti all’ufficio per protestare insieme ad altri cittadini – dovremo andare tutti a Montale. Sapevamo della chiusura dalla stampa, ma sulla data esatta l’azienda ci ha informati con un preavviso inaccettabile».
La notizia è arrivata giovedì scorso, con un avviso pubblico attaccato all’ingresso delle poste. Il servizio tuttavia, ha rischiato di chiudere persino in anticipo per una serratura incollata. L’impiegato e i 15 cittadini arrivati in via Gramsci di buon’ora per il sit in di protesta, ieri mattina infatti hanno ritrovato il buco della serratura pieno di Attak.
Con olio di gomito e accendini sono riusciti, dopo alcuni minuti, ad aprire il portonone.Un atto vandalico condannato da tutti i presenti. Scampata la chiusura momentanea di ieri, i residenti di Fognano pensano a quella,definitiva, in arrivo martedì. «Secondo loro – dice Nicla Nardi – dovremmo portare le persone anziane a fare la fila a Montale? Lì non funziona niente».
«Quelli di Montale – continua Gilberto Ferretti – vengono qui per evitare le file. Se dobbiamo andare lì, tanto vale portare i soldi in banca, ce ne sono parecchie, anche più vicine delle poste».
Una parte dei cittadini che ieri mattina erano in via Gramsci per manifestare la propria contrarietà al taglio, puntano il dito anche contro Scatragli. «Siamo stati tenuti fuori dall’intera vicenda. Poche settimane fa il sindaco ci ha detto che le poste di Fognano sarebbero rimaste aperte. Una volta presa la decisione dall’azienda, qui non è venuto nessuno dell’amministrazione ad informarci. Siamo noi a dare i soldi a Poste».
Ieri mattina era presente anche il capogruppo di maggioranza Federico Meoni, che ha preso l’impegno di portare le istanze dei cittadini a Scatragli.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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