Meteo
Una fusione salverà il conservatorio di Santa Caterina
La Fondazione toscana seguirà l’accorpamento con un altro istituto di dimensioni compatibili e con risorse finanziarie
SAN MARCELLO. Una fusione fra conservatori per salvare le sorti di Santa Caterina. È la strada appena intrapresa dal consiglio di indirizzo del conservatorio di San Marcello e l’amministrazione comunale che ieri mattina hanno ricevuto la visita del presidente e di un consigliere della Fondazione conservatori toscani, organismo costituito nel 2006 che sovrasta a tutti i conservatori e cui questi possono fare riferimento in caso di difficoltà. Un’opportunità che fa proprio al caso del Santa Caterina, storico conservatorio di San Marcello con annessa una chiesa settecentesca, da anni oggetto di alterne vicende che lo hanno portato all’attuale stato di semi-fatiscenza. A dare la notizia della possibile fusione sono stati il presidente del conservatorio Sauro Romagnani ed il sindaco (nonché consigliere della fondazione) Silvia Cormio. «Per circa 10 anni è intercorsa una trattativa con l’Usl che si era mostrata interessata ad acquistare parte dell’edificio da destinare ad attività ospedaliere – ha riepilogato Romagnani – sette anni fa anche il comune si mostrò interessato per realizzarvi degli archivi, come palesato più volte dal sindaco precedente. Tuttavia sia il comune per ragioni economiche che l’Usl non hanno dato seguito alle trattative. Così ci siamo rivolti ai privati per cercare di trovare qualche acquirente. Diversi soggetti si erano mostrati interessati, ma alla fine nessuno si è fatto avanti. Col sindaco, che ringrazio per la sua sensibilità, ci confrontiamo da tempo sulla questione e abbiamo deciso di rivolgerci alla Fondazione conservatori toscani». Ed ecco il punto: la soluzione consisterebbe in una operazione di fusione con un altro conservatorio, di dimensioni compatibili e munito di capitali finanziari che consentirebbero di svolgere gli interventi di messa in sicurezza e restauro necessari alla struttura. Lavori che la fondazione montana non può svolgere per mancanza di disponibilità finanziarie. Resta aperta l’ipotesi di alienazione ai privati che, nel caso in cui si facciano avanti, sono ancora ben accetti. Un quesito sorge spontaneo: perché non ci si è pensato prima, visto che il conservatorio di santa Caterina è fondazione dal 2008? «Mi sono presa a cuore questa situazione sin dall’inizio del mio mandato – ha detto il sindaco Silvia Cormio – Santa Caterina è una ferita aperta nel cuore del paese. Avremmo potuto attendere ancora il farsi avanti di qualche acquirente, ma l’implosione del 5 luglio scorso, con crollo del tetto e del cornicione, ha messo in pericolo tutto l’isolato. Per motivi di sicurezza siamo stati costretti a chiudere la via adiacente, unico collegamento diretto fra l’ospedale ed il parcheggio con il centro del paese, creando disagi ad abitanti e commercianti. Il comune aveva anche emesso un’ordinanza con cui intimava al consiglio di indirizzo di provvedere alla messa in sicurezza cui non poteva far fronte. La situazione ci ha convinti a trovare una soluzione per rendere la zona agibile quanto prima e recuperare un bene storico nel cuore del paese». All’incontro di ieri mattina seguirà il sopralluogo dei tecnici della Fondazione conservatori toscani per valutare la portata dei lavori per la messa in sicurezza che l stessa sembrerebbe disponibile a sostenere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
