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Un successo lungo 25 anni per il San Pietro di Olmi

QUARRATA. Venticinque candeline per il ristorante hotel San Pietro di Olmi. Il 13 dicembre 1987, i fratelli Gino e Massimo Vizzino, insieme a Nicola Ricciardi e Salvatore Ruggeri (scomparso nel 1995),...

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QUARRATA. Venticinque candeline per il ristorante hotel San Pietro di Olmi. Il 13 dicembre 1987, i fratelli Gino e Massimo Vizzino, insieme a Nicola Ricciardi e Salvatore Ruggeri (scomparso nel 1995), accendevano per la prima volta i fornelli della cucina di via Montalbano. Per i 4 giovanissimi soci, fino ad allora colleghi in una pizzeria fiorentina dopo essere arrivati in Toscana, agli inizi degli anni Ottanta, dal sud Italia, cominciava la sfida più grande. Piatto su piatto, è trascorso un quarto di secolo. Un compleanno, quello di oggi, che verrà festeggiato come sempre: lavorando e correndo tra un tavolo e l’altro. «Eravamo tutti poco più che ventenni e avevamo tanta voglia di lavorare – racconta Gino Vizzino – All’inizio è stata dura, ma poi, piano piano, siamo cresciuti, puntando sull’attenzione al cliente, sulla qualità e sul prezzo. Siamo partiti facendo 30, 40 coperti al giorno. Oggi arriviamo a 200, 250. Anche l’hotel, che nel 2007 (quando la struttura venne rimessa completamente a nuovo in soli 70 giorni, ndr) è passato da 12 a 24 camere, va bene: ospitiamo soprattutto persone che vengono in zona per lavoro. Il nostro impegno e il nostro entusiasmo, specialmente in questi momenti di crisi generale in cui abbiamo ancora più voglia di far bene il nostro mestiere, sono quelli di venticinque anni fa. I ringraziamenti più grandi per la strada finora percorsa vanno ai clienti, alcuni dei quali vengono a mangiare qui dalla fine degli anni Ottanta, e ai nostri storici collaboratori, che ormai sono di famiglia». All’interno del ristorante di via Montalbano lavorano anche Cristina e Silvia, rispettivamente al fianco di Gino e Massimo Vizzino come mogli e compagne di lavoro da quasi due decenni.(b.f.)

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