Il Tirreno

Pistoia

Polo Uniser, vendita entro dicembre ma cambiano i patti

di Fabio Calamati
Polo Uniser, vendita entro dicembre ma cambiano i patti

Capecchi (Pdl) spara a zero sul vecchio accordo tra Comune e Fondazione Caripit. L’assessore: l’abbiamo modificato

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PISTOIA. Entro la fine dell’anno sarà sottoscritto il contratto con cui il Comune cederà alla Fondazione Caripit per 2,7 milioni di euro l’edificio dell’area ex Breda che ospita le aule del polo universitario pistoiese, gestite dalla società pubblico-privata Uniser. Soldi freschi che serviranno a colmare il disavanzo nei conti di Palazzo di Giano (1,3 milioni di euro, ereditati dalla gestione 2011). Le ultime rassicurazioni sono arrivate dall’assessore al bilancio Daniela Belliti, durante il dibattito in consiglio comunale sull’assestamento di bilancio.

Insomma, dopo quasi due anni di parole, sembra che su questa grossa operazione immobiliare sia arrivato il momento dei fatti. Belliti ha anche spiegato che gli accordi tra Comune e Fondazione saranno un po’ diversi da quelli stabiliti un anno fa nell’ accordo firmato tra il presidente dell’Ente Caripit Ivano Paci e – per il Comune – dal dirigente del servizio lavori pubblici Marcello Evangelisti, accordo che aveva clausole troppo favorevoli alla Fondazione.

Che su quell’accordo ci fossero numerosi problemi lo ha sostenuto anche il consigliere Pdl Alessandro Capecchi. Intanto – ha detto – nessun consigliere sapeva che l’edificio del polo universitario fosse oggetto di un contenzioso legale tra il Comune stesso e il Cii (il Centro impresa innovazione, ora in liquidazione) che sostiene di aver diritto ad avere uno spazio nell’edificio come sede.

Capecchi ha poi sottolineato che i lavori per un milione e mezzo di euro eseguiti in passato da Uniser sull’edificio di proprietà comunale, violerebbero il Testo unico sugli appalti. «Sulla quantificazione dei lavori, il Comune non ha messo bocca. Strano, però, che a gennaio di quest’anno sia crollato un intero solaio». Proprio il crollo del solaio è stato il motivo che ha rinviato fino ad oggi la firma del contratto.

Una volta siglato quest’ultimo, l’accordo prevedeva che la Fondazione lo concedesse in godimento all’Uniser per svolgervi l’attività del polo universitario. Ma aggiungeva – altro particolare criticato da Capecchi – che il Comune avrebbe dovuto impegnarsi perché Uniser (di cui Palazzo di Giano è socio) concedesse in uso alla Fondazione il primo piano dell’edificio. «Ma così il Comune è in conflitto di interessi. Ad Uniser potrebbe convenire utilizzare in modo diverso quel piano e di riflesso anche l’interesse dell’amministrazione potrebbe essere diversa».

E ancora: se l’Uniser dovesse cessare la sua attività, la Fondazione, grazie all’accordo, potrà presentare un “piano per un diverso utilizzo dell’immobile, che l’amministrazione comunale si impegnerà a rendere attuabile”. «Con quali garanzie dal punto di vista urbanistico?» si è chiesto il consigliere. Ultimo punto, l’accordo sarebbe di fatto già scaduto, perché prevedeva la firma del contratto entro il 30 giugno, con una sola proroga possibile, di due mesi. «Quindi – ha concluso Capecchi – segniamo a bilancio un’entrata che non è prevista da alcun atto formale».

Impegno che comunque l’assessore Belliti ha ribadito, assicurando che il contratto sarà firmato entro la fine dell’anno. Sulla disamina di Capecchi non ha replicato, se non per sostenere che il lavoro della nuova giunta è partito proprio da quell’accordo, «riaprendo la trattativa con la Fondazione per migliorarne il contenuto rispetto alle clausole che erano favorevoli alla Fondazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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