Il Tirreno

Pistoia

Nuovo sciopero del panino «In 1.800 il 4 dicembre»

Nuovo sciopero del panino «In 1.800 il 4 dicembre»

Continua la protesta contro le tariffe della refezione scolastica: ogni giorno mancano 700 pasti. «A fine anno il Comune non avrà incassato 750.000 euro»

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Punta ad arrivare a 1.800 adesioni allo sciopero del panino in programma per martedì 4 dicembre il Comitato scelta mensa che continua a contestare le nuove tariffe del servizio di refezione. Il comitato sostiene che sono 500 le famiglie che hanno deciso di non avvalersi del servizio e di far portare ai figli il pranzo da casa (o addirittura farli pranzare direttamente a casa). Il Comune ha sempre parlato di circa 6.000 utenti del servizio mensa: quindi la protesta, a oltre due mesi dalla partenza, continua a mobilitare oltre l’8% degli interessati.

Secondo i dati raccolti dal Comitato sono circa 700 i pasti giornalieri non più richiesti alla mensa, dato che fa cacolare in circa 750mila euro i minori incassi in un anno per il Comune: somma che alla fine il Comune stesso si troverebbe poi a dover ripianare. « La protesta si è trasformata come avevamo preventivato in scelta – commenta soddisfatto il Comitato, per bocca di Luca Biagini che firma la nota – tale comportamento è lecito e giustificato da parte dei genitori dopo che il sindaco e l’amministrazione comunale hanno deciso di aumentare le tariffe della mensa da 4,90 a 6,10. E dal comportamento che l’amministrazione tiene sembra non molto interessato agli aspetti economici sociali legati al disagio che ha creato dalle famiglie alla scuola e in parte al tessuto economico pistoiese».

In realtà la novità di quest’anno nella refezione scolastica è stata l’introduzione delle tariffe differenziate in base al reddito Isee. Lo scopo – secondo il Comune – era quello di far pagare di più le famiglie più abbienti per consentire anche a quelle in difficoltà economiche di usufruire del servizio. Così, rispetto alla tariffa unica per tutti di 4,90 euro a pasto del 2011-12, quest’anno le tariffe sono variate da 0 euro per chi ha reddito Isee fino a 5.000 euro ai 6,10 euro per chi ne ha uno oltre i 40.000 euro. Sta di fatto che la protesta – esplosa fin dai primi giorni – di tante famiglie contrarie alle nuove tariffe è proseguita fino ad oggi, costringendo tra l’altro la RistoArt, l’azienda che fornisce al Comune la maggior parte dei pasti, a mettere in cassa integrazione una parte dei dipendenti. I genitori sul piede di guerra ora sono nella fase del confronto – a volte anche molto teso – con i dirigenti scolastici alle prese con la gestione degli alunni che continuano ad andare a mensa e di quelli che invece la rifiutano. L’obiettivo del Comitato è arrivare a far mangiare i bambini tutti insieme, e non in luoghi e orari separati, come spesso è accaduto finora. E questo visto che «non esistono – sottolinea il Comitato – normative che vietino il pranzo portato da casa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web