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Pistoia

Tia, gli artigiani lanciano l’appello «Non ci spremete»

MONTALE. La situazione delle imprese locali è ormai nota. Il drastico calo di fatturato nel settore manifatturiero, come il vertiginoso aumento della cassa integrazione, mostra un’economia in crisi....

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MONTALE. La situazione delle imprese locali è ormai nota. Il drastico calo di fatturato nel settore manifatturiero, come il vertiginoso aumento della cassa integrazione, mostra un’economia in crisi. Sicuramente si tratta di uno dei periodi peggiori dal Dopoguerra a oggi. Inutile piangersi addosso. La tragedia di chi perde il lavoro, seppur con una famiglia da mantenere, non può che atterrire. Ci troviamo a raschiare il fondo del barile, ma piuttosto che rassegnarsi occorre reagire. Almeno la pensano così Aldo Piantini e Simone Balli, rispettivamente presidenti della Cna e della Confartigianato di Pistoia, che hanno partecipato a un incontro sull’artigianato locale a villa Smilea.

Su una cosa si trovano d’accordo: bisogna valorizzare le attività produttive del territorio con il sostegno convinto degli enti pubblici e degli istituti di credito. «Con il riordino delle Province ci troveremo a dialogare con una struttura intermedia più lontana e sicuramente meno rappresentativa per il territorio – afferma Simone Balli – Abbiamo bisogno che le amministrazioni inizino a investire nella semplificazione burocratica per agevolare i rapporti con le aziende».

Balli riconosce al Comune di Montale una certa sensibilità in tal senso. Quando si cominciò a parlare di Imu, la Confartigianato inviò alle amministrazioni comunali della Provincia una lettera in cui si avanzavano suggerimenti per ridurre l’impatto su famiglie e imprese. Montale fu l’unica a rispondere all’appello, incontrando di persona i dirigenti dell’organizzazione.

Imposte come Imu e Tia sono senz’altro le due forme di prelievo più rilevanti per dei Comuni. Il presidente della Cna ritiene però opportuno stabilire le aliquote, considerando lo stato in cui versano le aziende. Anche solo un mezzo punto in più può essere un duro colpo per un’impresa in crisi. «Chiedo ai Comuni che non si faccia un prelievo solo per far quadrare i bilanci, perché così si scaricano le inefficienze delle amministrazioni sul mondo del lavoro – afferma Aldo Piantini – Basti pensare alla Tia, che era nata con il principio di pagare per quello che si consuma. Certo non è andata così e lo dimostra l’aumento del 35-40% degli ultimi anni nella piana pistoiese».

Elio Squillantini, direttore della Bcc di Vignole e della Montagna pistoiese, ha sottolineato la differenza tra un istituto di credito cooperativo e una grande banca quotata in borsa. «Noi operiamo sul territorio, erogando contributi di carattere mutualistico e sostenendo le associazioni con sponsorizzazioni. Riversiamo il 97% di ciò che raccogliamo, spesso in favore delle aziende».

Massimo Vitulano

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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