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Circolare fa infuriare le famiglie
Chi porta il pranzo da casa deve stare a mensa ma senza mangiare
PISTOIA. Non accennano a placarsi le tensioni fra genitori e dirigenti scolastici sulla questione della mensa scolastica. Un’altra protesta arriva dalla scuola Galileo Galilei, dove non è piaciuta l’iniziava del dirigente Maurizio Monti di diversificare gli orari del pasto, non consentendo agli alunni che si portano il pranzo da casa di non partecipare alla mensa insieme agli altri. «In pratica, secondo il preside i bambini dovrebbero mangiare in maniera scaglionata – dice CristianoNiccolai, genitore di un alunno della scuola – quelli che mangiano a mensa prima e chi si porta il panino da casa alle 14. A parte la crudeltà di far mangiare dei bambini a quell’ora, si crea una discriminazione perché chi ha il panino non può pranzare con i propri compagni, però è obbligato ad assistere al loro pranzo senza mangiare». Una decisione, quest’ultima, che suona singolare anche se, sicuramente, è stata motivata dal fatto che gli alunni “col panino” non possono essere lasciati soli e liberi mentre i compagni mangiano a mensa. «Nessun regolamento prescrive che i ragazzi non possono consumare il pasto a mensa se lo portano da casa» chiosa Niccolai.
Un altro aspetto che non va giù ai genitori è quello di non essere stati avvertiti della decisione direttamente dal dirigente. «La circolare è arrivata ieri mattina agli insegnanti, lasciando loro l’impegno di avvisare anche i genitori. Vi sembra giusto?»
Le ultime tensioni esplose nelle scuole primarie nei giorni scorsi, riguardavano il fatto che i dirigenti avevano inviato alle famiglie una lettera in cui invitavano a desistere dallo sciopero del panino, avvertendo di non poter consentire oltre che nelle scuole si consumassero i regolari pasti della mensa e anche quelli portati da casa dai bambini. Negativi i commenti del comitato dei genitori per la scelta della mensa: «Purtroppo stiamo assistendo a quanto già preventivato le scorsa settimana – dice il comitato – Sono state presentate le prime diffide da parte dei genitori nei confronti di insegnanti e dirigenti scolastici che non hanno accettato il pranzo da casa».
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