Il Tirreno

Pistoia

Per la Comunità montana resta solo un mese di vita

di Elisa Valentini
Per la Comunità montana resta solo un mese di vita

A dicembre l’ente cesserà di esistere, i 60 dipendenti passeranno alla Provincia destinata a sciogliersi

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La Comunità montana resta in vita ancora per un mese. Avrebbero dovuto suonare ieri le campane a morto dell’ente la cui estinzione, in sede di nomina del commissario Federica Fratoni il 10 luglio scorso, fu fissata per il 31 ottobre. Ma una nuova delibera regionale ha cambiato le carte in tavola. Pubblicato ieri sul Burt, l’articolo 78 bis stabilisce che la Comunità montana Appennino pistoiese, seppur agonizzante, «è estinta dal 1° dicembre 2012». Destino che, si ricorda, segue alla mancata trasformazione in Unione dei Comuni attuata da tutte le altre Comunità toscane. Perché questa proroga? «L’erede della comunità montana è la provincia – spiega il presidente provinciale Fratoni - entro il 31 ottobre si sarebbe dovuto predisporre il piano di successione, con ricognizione di tutti i rapporti attivi e passivi della Comunità. Tre mesi però non bastano per svolgere questo lavoro, vista la complessità dell’ente ed i fatti che lo hanno interessato. Così la Regione ha fissato il nuovo termine del 1° dicembre. Dopo il passaggio alla Provincia, vedremo di espletare quel che non siamo riusciti a fare prima, in termini di revisione e ripulitura della contabilità, per arrivare ad aprile con un bilancio consuntivo».

L’interrogativo che forse più assilla la popolazione è il destino del buco in bilancio. «Se si parla di obbligazioni, i comuni montani possono essere chiamati a contribuire solo per quelle da loro originate – spiega la presidente – c’è del lavoro da fare, ma non sono a conoscenza di grosse poste loro imputabili. Se si parla di ammanchi, l’ente si considera parte civile e chi ha sottratto i soldi sarà chiamato a restituirli». I bilanci dei comuni montani, insomma, dovrebbero essere tutelati. Veniamo al lavoro: che ne sarà dei 60 dipendenti? «Da dicembre i rapporti di lavoro passeranno in capo alla Provincia – spiega Fratoni – come ho già detto, rimarrà un presidio tecnico sul territorio per l’esercizio della forestazione, più altri sportelli come quello per l’agricoltura. Certo, alcune funzioni tipo ragioneria e segreteria saranno unificate». Insomma, almeno qualche posto di lavoro scenderà a valle, come dimostrano i 2 trasferimenti già attuati verso la provincia».I

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