Cronotachigrafi manomessi sui camion: 4 arresti
I soci di un’azienda di autotrasporti sono finiti ai domiciliari per estorsione nei confronti dei loro autisti, costretti a guidare violando le norme sui riposi obbligatori per evitare il licenziamento
Manomettevano i cronotachigrafi elettronici installati sui mezzi pesanti della società per farli risultare fermi mentre in realtà macinavano migliaia di chilometri. Per questo gli agenti della polizia stradale di Pistoia e di Montecatini hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare: agli arresti domiciliari sono finiti quattro soci, tutti italiani, di una ditta di autotrasporti. Il meccanismo consentiva di non far riposare gli autisti che, così, sempre attaccati al volante dei tir partivano dalla provincia di Pistoia carichi di merce e giravano per l’Europa notte e giorno su strade ed autostrade. Chi non rispettava il diktat, rischiava il licenziamento o il mancato rinnovo del contratto di lavoro. Da qui, per i quattro soci, è scattata anche l’accusa di estorsione.
Le indagini, scaturite a seguito dei consueti controlli nel settore dell’autotrasporto, hanno permesso di individuare sui tir di proprietà degli arrestati, oltre al cronotachigrafo, che registra il rispetto dei tempi di guida previsto dalla normativa, dei trasmettitori fantasma il cui congegno elettronico, “stacchinò”, gestito da una apposita centralina, permette l’interruzione del segnale di movimento registrato dal cronotachigrafo e di inviarne di fasulli: quelli poi memorizzati sul computer di bordo che viene controllato normalmente dalla polziia stradale. Da qui il nome “Johnny stacchino” dato dalla polizia all’operazione. I reati ipotizzati sono attentato alla sicurezza dei trasporti, violazione dei sigilli ed estorsione.
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