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Pistoia

«Non possiamo essere attaccati sulla qualità»

«Non possiamo essere attaccati sulla qualità»

Caro mensa, RistorArt si difende e rilancia: «Controlli continui E usiamo anche prodotti a filiera corta non previsti dal capitolato»

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RistorArt non ci sta. E anzi, rilancia. Apre le porte dei centri cottura di Chiazzano ed Agliana (il più grande in Toscana dell’azienda pratese, che gestisce fino al giugno del 2013 la refezione scolastica per le mense comunali) e mostra alla stampa tutte le fasi del servizio: dall’arrivo delle merci alla cottura, alla distribuzione nelle scuole. «Ogni giorno - spiega Michele Berardelli, capo area RistorArt per la Toscana - consegnamo ai singoli plessi 20 schede in cui chiediamo a genitori e insegnanti una valutazione dei pasti. La customer satisfaction è sempre risultata ad alti livelli». «Nel processo produttivo - aggiunge - usiamo anche merci a filiera corta, acquistata da produttori locali e non prevista dal capitolato del Comune».

Vengono espresse, ammette, lamentele su alcuni tipi di prodotti: «Ma la dieta è preparata dalla dietista del Comune. L’Asl si occupa della vidimazione e i nostri dietisti che i menu corrispondano a quanto predisposto».

Lo sciopero del panino sta facendo perdere circa 800 pasti al giorno, e l’azienda è in difficoltà. «Non abbiamo però nessun dipendente in cassa integrazione, stiamo facendo lavorare alcuni dipendenti di Chiazzano ad Agliana. Chiaro che, se la situazione di protesta perdurasse, a soffrirne potrebbero essere anche i lavoratori».

RistorArt ha chiesto un incontro urgente con il sindaco. «Non è mai apparso chiaro - dice Berardelli - che il prezzo che ci riconosce l’amministrazione è di poco meno di 4 euro a pasto, a fronte dei 6,50 euro richiesti ad una fascia di utenza».

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