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Pistoia

Mensa, presenze in salita

Mensa, presenze in salita

2219 i pasti serviti il 25 settembre nelle scuole pistoiesi. Ieri sono stati 2623

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PISTOIA. Hanno manifestato in piazza, si sono confrontati in un acceso incontro pubblico con il sindaco, hanno organizzato assemblee e presentato richieste all'amministrazione. Alla fine, i genitori pistoiesi protagonisti della protesta dei panini, sembrano sulla via giusta per ottenere delle concessioni. Il sindaco e la giunta hanno annunciato che verrà modificata al ribasso la tariffa fissa di 8euro, che verranno stanziati ulteriori finanziamenti e che saranno presi in considerazione casi particolari come i separati e coloro che hanno perso il lavoro, il tutto senza abbandonare i criteri Isee.

Ma, a queste annunciate concessioni e rivisitazioni da parte dell'amministrazione, come risponde la schiera dei genitori? La maggior parte rimane stabile sull'onda della polemica, anche se i numeri dell'amministrazione parlano chiaro: inizia a scemare la quantità di bambini che si porta il panino da casa, e aumenta lentamente il numero di tutti quelli che tornano a mensa (il primo giorno di mensa, 18 settembre, sono stati serviti 2856 pasti, il 25 settembre, in piena protesta, 2219, ieri 2623).

All'ora di pranzo, fuori da alcune scuole pistoiesi non c'è una gran folla di genitori (molti istituti infatti hanno permesso ai ragazzi di mangiare il panino da casa), ma quelli che ci sono incalzano con la protesta: «Qui hanno quasi tutti o l'esonero o il panino da casa - dicono Marina Levanti e Arianna Pacifico della scuola Roccon Rosso - siamo in attesa di risposte ancora più concrete di quelle annunciate, se l'amministrazione ci verrà incontro interromperemo la protesta, ma rimarrebbero aperte questioni come la qualità del cibo».

Intanto è stato riconfermato, per martedì 9 presso le scuole Galileo Galilei del Belvedere, l'appuntamento con un'altra assemblea aperta ai rappresentanti dei genitori e i genitori di tutte le scuole della provincia: il fine è quello di prendere decisioni e anche quello di nominare un gruppo di genitori in rappresentanza dei vari istituti scolastici, che avrà la funzione di portavoce della protesta e quella di trattare con le istituzioni. «Decideremo e discuteremo le posizioni da prendere tutti insieme - spiega Alessandro Tesi, presidente del comitato della scuola Galileo Galilei - certamente a noi fa piacere che il sindaco si sia indirizzato verso quello che avevamo chiesto, ma vogliamo anche vedere in cosa consistono nel concreto queste idee (se da 8euro si passa a 7euro per esempio, non so quanto possa essere condiviso). Per ora la protesta continua e in generale l'idea sarebbe quella di proseguirla finché non ci saranno risposte più tangibili. Quella di continuare è comunque una decisione che viene presa dai singoli istituti e anche dalle singole classi».

Infatti non tutte le scuole hanno voluto o potuto dare spazio alla protesta: la scuola Martin Luther King di Bottegone per esempio, ha deciso di vietare il mangiare da casa, mentre alle scuole di Candeglia hanno deciso di proseguire ad oltranza con la protesta. «L'apertura del sindaco è apprezzata, almeno da parte mia, è essenziale che la volontà sia di arrivare a una mediazione e apertura da entrambe le parti - spiega Simone Frangioni - comunque le decisioni si prenderanno tutti insieme, durante l'assemblea di martedì. La protesta è difficile portarla avanti in maniera unitaria, ma io personalmente spero finisca presto, perché vorrebbe dire che stiamo arrivando a delle possibili soluzioni, e poi perché è importante dare un po' di attenzione a come la vivono i singoli bambini».

Eleonora Ferri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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