Il Tirreno

Pistoia

Crepet al Bolognini «Disfatta sociale e non per lo spread»

di Leonardo Soldati
Crepet al Bolognini «Disfatta sociale e non per lo spread»

Ospite di Confesercenti, lo psichiatra invoca regole morali e una nuova educazione dei giovani per uscire dalla crisi

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PISTOIA. Una serata con ampia partecipazione al teatro Mauro Bolognini, nell’incontro di famiglie e imprese con il professor Paolo Crepet, celebre sociologo, psichiatra e psicoterapeuta. L’iniziativa è stata promossa da Confesercenti Pistoia, in collaborazione con Bcc di Vignole e Montagna pistoiese ed altri sponsor, ha visto in sala molti genitori ma pochi giovani. Ha aperto la serata il presidente di Confesercenti, Maurizio Innocenti, sottolineando le difficoltà del momento, anche a Pistoia, con chiusure di negozi ed il più basso livello di consumi negli ultimi 60 anni, sostenendo che «occorre puntare per il futuro sulle persone oneste e sulle giovani generazioni, preparate adeguatamente da scuola e famiglia per entrare nel mondo del lavoro ed assumersi responsabilità pubbliche».

Ha portato i saluti dell’amministrazione comunale, patrocinante dell’iniziativa, il sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli, soffermandosi sull’importanza di discutere in maniera profonda della crisi, economica e della politica, che mina la coesione sociale, ricercandone le radici etimologiche. «Stavolta non basta appellarsi al tradizionale genio italiano – ha dichiarato – né a come le cose sono sempre state fatte, dobbiamo tornare ad uno stile di vita semplice e concentrarci sui bisogni essenziali: casa, istruzione, lavoro. È indispensabile un nuovo patto tra generazioni come avvenuto nel passato, dal quale sono scaturiti solidarietà ed un senso comune di città».

Crepet ritiene che la principale colpa per la crisi della società di oggi sia della sua generazione, che non ha saputo educare i propri figli. «Siamo davanti ad una disfatta sociale, iniziata già prima della crisi “dello spread” della quale parlano i media – ha detto – pensiamo di poter fare come ci pare, rivolgendoci ai giovani solo per dargli un po’ di denaro. Anche i giovani però hanno le loro colpe, perché hanno accettato questa situazione senza ribellarsi. Finiamola di dare la colpa alla globalizzazione o ai vari governi che si sono succeduti. Non è una crisi peggiore di quella del secondo dopoguerra, quando invece c’erano città distrutte e migliaia di persone erano morte. Il problema è che con il benessere si è perso il valore dell’educazione». Per il professore segno evidente della mancata educazione delle giovani generazioni è il deturpamento dei Centri storici, simbolo della memoria condivisa, impestati da aperitivi afterhour che hanno generato 3 milioni di giovani che non studiano e non lavorano.

«Un genitore deve investire nella cultura e nell’istruzione dei figli – ha affermato Crepet – non comprargli un appartamento vicino a casa per impedire al figlio di trasferirsi per il timore di rimanere solo a casa con il proprio coniuge. I genitori devono essere degli istruttori di “volo” per i figli, rimarranno comunque nell’anima dei loro figli. Se avranno delle conoscenze, dei meriti, se conosceranno l’inglese e la tecnologia, soprattutto Internet, i ragazzi troveranno la loro strada. Non esistono le certezze, anche l’insegnante deve essere valutato e valutabile come tutti. Occorrono delle regole, le cosiddette “briglie”, e degli “speroni” per dare la spinta morale. Occorre la passione, che non ti fa mai sentire stanco».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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