Il Tirreno

Pistoia

PER LA UIL è però corretto l’esito della vertenza

Vigilantes in cassa integrazione, riparte la polemica

PISTOIA. Ancora tensioni nel mondo della vigilanza privata, che risente della crisi al pari di altri settori. In una lettera arrivata in redazione e siglata “13 dipendenti in cassa integrazione” si...

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Ancora tensioni nel mondo della vigilanza privata, che risente della crisi al pari di altri settori. In una lettera arrivata in redazione e siglata “13 dipendenti in cassa integrazione” si sostiene che la loro azienda, i Vigili dell’Ordine Pistoia Valdinievole Sc, li avrebbe tenuti all’oscuro del fallimento in arrivi. Trovatisi di fronte al fatto compiuto, gli impiegati sono stati messi in cassa integrazione. Nove loro colleghi più fortunati al contrario sono stati assunti dalla concorrenza, la ditta di vigilanza Securitalia. Nella missiva i dipendenti sostengono che non si è mai svolta una vera riunione preparatoria per avvertirli dell’imminente futuro. Chiedono quindi spiegazioni ai sindacati e alle autorità competenti: quali motivi hanno determinato l’assunzione solo di una parte del personale?

«I criteri applicati sono semplici – risponde Gennaro Cotugno, ex dipendente dei vigili dell’ordine e sindacalista Uil – e cioè l’anzianità di servizio e il carico familiare, che ci sembravano i più giusti da applicare. Securitalia ci ha posto di fronte ad un alternativa da risolvere entro sei giorni. Potevamo mandare a casa tutti i dipendenti o trasferirne solo 9 su 22. Purtroppo i rimanenti 13 sono in cassa integrazione. L’accordo è stato fatto con la massima trasparenza: è stato firmato da un delegato del tribunale, un curatore fallimentare, i sindacati Cgil, Cisl e Uil. Oltretutto la riunione preventiva c’è stata: posso dimostrarlo con un verbale firmato dai partecipanti, ne mancavano solo due. Non è la prima volta che lettere vengono spedite. Alcune, piene di minacce, sono già state consegnate agli inquirenti. Se alcuni ritengono comunque di aver ragione, sporgano pure denuncia, ma palesando il proprio nome e cognome».

Bernardo Carradori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani