Italia
Stoppati (per ora) gli annunciati tagli degli uffici postali
L’accordo tra sindacati e azienda sospende lo sciopero previsto per il 12. Ora è possibile riaprire la discussione
PISTOIA. Scongiurati gli immediati tagli agli uffici postali dopo l’accordo nazionale tra Slc Cgil e Slp Cisl e Poste Italiane che blocca per il momento i tagli prospettati nel recapito, sportelleria e Cmp, evitando così lo sciopero nazionale già stabilito per il 12 ottobre. I tagli ventilati, effettuati entro la fine dell’anno, avrebbero riguardato ben 24 uffici in quasi tutti i Comuni della provincia e complessivamente 100 sedi postali in Toscana, con riduzione degli orari di apertura o chiusura definitiva prevalentemente nelle zone più periferiche, collinari e montane, e possibile ricaduta occupazionale negativa. «L’ampliamento delle zone di competenza dei portalettere che ne sarebbe derivato – afferma Gianluca Balli, segretario provinciale di Slc Cgil – avrebbe di fatto impedito la consegna della corrispondenza tutti i giorni». Il fronte sindacale unito a livello locale ha scritto alla presidente della Provincia e sollecitato la Prefettura. «Uniti – continua Balli – siamo riusciti ad informare adeguatamente i dipendenti della reale situazione, lo sciopero del 12 ottobre, infatti, avrebbe avuto una fortissima partecipazione. Temiamo che venga meno la concezione unitaria dell’azienda, la sua vera forza, finora mantenuta benché composta al proprio interno da più enti. È inaccettabile che Poste Italiane pensi a dei tagli pur avendo realizzato, nel 2011, un utile positivo di ben 846 milioni di euro e dando occupazione a circa 140.000 persone. I tagli prospettati ci avevano sconcertato conoscendo le utenze servite dagli uffici postali interessati, penso alla realtà di Montemagno dopo i tagli già effettuati su Santonuovo.
Al momento i tagli non vengono scongiurati, ma almeno sarà possibile una discussione in merito, anziché subire decisioni unilaterali. L’incontro che avrà il presidente della Regione, Enrico Rossi, con l’amministratore delegato di Poste Italiane, Sarni, è un ulteriore passo in avanti per il mantenimento del servizio pubblico e dell’occupazione. «I tagli prospettati – dichiara Giuseppe Totaro, segretario provinciale di Slp Cisl – erano stati predisposti dall’agenzia Agicom, incaricata da Poste Italiane, individuando gli uffici diseconomici ma senza tenere conto dell’aspetto sociale del servizio pubblico che viene espletato. Avrebbero colpito in particolare le zone più disagiate, con conseguenze negative anche sugli uffici che già servono un’ampia utenza. Abbiamo presentato ricorsi giudiziari, fatto presentare interrogazioni parlamentari, organizzato manifestazioni e centinaia di assemblee, la possibilità di dialogare con l’azienda è stata raggiunta grazie anche alle proteste dei cittadini, al supporto avuto dagli enti locali ed all’informazione data dalla stampa. Vogliamo analizzare insieme a Poste Italiane la reale situazione, chiediamo che non si crei un disagio generale nel territorio. Intanto i giudici hanno accolto le osservazioni del sindacato riguardo alle denunce pilota presentate per le realtà di Massa e Pisa, in quanto Poste Italiane non aveva predisposto un piano di riutilizzazione del personale ad esempio per la prospettata chiusura del CMP pisano». «I tagli paventati –aggiunge Luca Degl’Innocenti, componente RSU e del direttivo Slc Cgil- avrebbero avuto una ricaduta sull’occupazione, in quanto non era stato predisposto un piano generale di riassorbimento del personale».
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