Il presidio
Il consiglio: «Non sottovalutate la questione province»
PISTOIA. La questione del riordino delle Province a Pistoia è stata sottovalutata. Ne sono coinvinti i consiglieri provinciali, che ieri hanno tenuto una conferenza stampa sull’argomento, capitanata...
PISTOIA. La questione del riordino delle Province a Pistoia è stata sottovalutata. Ne sono coinvinti i consiglieri provinciali, che ieri hanno tenuto una conferenza stampa sull’argomento, capitanata dal presidente del consiglio provinciale, Silvano Calisti, e dal presidente della commissione affari istituzionali, Marco Baldassarri. Sotto accusa anche il Comune di Pistoia, assente finora in questa discussione. «Basta guardare quello che è successo altrove in Toscana, sulla costa come ad Arezzo e a Siena – dice Baldassarri – Qui la questione è presa sotto gamba e non ha il rilievo che meriterebbe. Forse non ci si rende conto che non è in gioco solo il campanilismo o l’amore per un territorio, perché il riassetto futuro e l’abolizione dell’attuale provincia comporteranno ricadute notevoli sui servizi e sui cittadini: rischiamo di perdere prefettura e questura, Agenzia del teritorio e Motorizzazione. Forse tra non molto si dovrà andare a Prato per la patente».
E poi le ricadute occupazionali: quelle dirette sull’ente Provincia, con tanti dipendenti da ricollocare e altri non stalizzati destinati probabilmente a perdere il lavoro. E l’indotto degli altri servizi che derivano dall’avere una Provincia. Un altro aspetto che viene sottolineato in modo trasversale, dalla consigliera del Pdl Nesti a quella della Federazione della Sinistra Monari, è la scarsa democraticita dell’ente che andrà a sostituire l’attuale provincia. «Ci saranno pochi rappresentanti non eletti dai cittadini sul territorio, che decideranno». Sulla questione dell’assetto, Baldassarri come gli altri consiglieri, ritengono la soluzione «meno peggiore» quella di una provincia Prato-Pistoia. «È davvero singolare che il legislatore abbia tolto la possibilità di poter istituire l’unica grande provincia possibile, cioè quella coincidente con l’area metropolitana. È chiaro che con questo veto, l’unione con Prato è migliore rispetto alla provinciona-mostro che arriva fino a Massa Carrara. Dovremo portare avanti una negoziazione seria e condivisa con Prato per concludere al meglio questa operazione». I timori sono , in ogni caso, che il territorio provinciale venga marginalizzato e impoverito, specialmente quello della montagna. Già dai prossimi giorni il consiglio ha programmato incontri e assemblee con partiti, associazioni, sindacati.
Un altro aspetto, sottolineato soprattutto dal presidente Calisti, è quello dei costi della politica. «Non ci sentiamo davvero di essere additati come tutti ladri, con un gioco al massacro che parte dall’alto ed è del tutto infondato. Vogliamo ricordare che qui non ci sono risorse né benefit da tempo». (f.a.)
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