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La sentenza arriva dopo trent’anni Causa record contro un concorso dell’Asl
Contestato un concorso bandito nel 1981 E il commissario Bruno Cravedi chiede i danni
Quasi trent’anni per avere dalla giustizia amministrativa una risposta definitiva sulla legittimità o meno di un concorso. È questa la durata record di una vicenda giudiziaria che ha vistro contrapposti per ben sei lustri l’azienda sanitaria pistoiese (ma all’epoca si chiamava Usl 8) da una parte e i signori Francesco Livi e Rosalvo Perticone dall’altra.Trent’anni tra ricorso, sentenza del Tar e sentenza definitiva del Consiglio di Stato: certamente uno scandalo, probabilmente anche una violazione patente della Convenzione sui diritti dell’uomo, che prescrive una durata ragionevole per i processi. Non a caso il commissario straordinario dell’Asl 3, Bruno Cravedi, ha deciso di richiedere i danni alla Corte d’appello.
L’incredibile vicenda inizia il 25 agosto 1981, quando l’allora Usl 8 bandisce un concorso per “espletamento attività psico-sociale”. Ma graduatoria e nomine che ne scaturiscono appaiono illegittime a Livi e Perticone, che il 14 ottobre 1982 depositano il loro ricorso .
Il Tribunale amministrativo regionale se la prende più che comoda e solo il 18 maggio 1999 prende una decisione, respingendo il ricorso. I due ricorrenti non mollano e si appellano al Consiglio di Stato. I giudici romani fanno peggio di quelli fiorentini e la sentenza (anche stavolta appello respinto) arriva il 9 luglio di quest’anno. Decisamente troppo tardi: e Cravedi ha deciso di chiedere i danni. (f.cl.)
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