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È arrivato in Campidoglio il ragazzo disabile in bici

È arrivato in Campidoglio il ragazzo disabile in bici

Dopo 400 chilometri di viaggio, Andrea Noci è stato accolto a Roma dal sindaco Gianni Alemanno. Al ritorno tappe a Capalbio e Venturina per arrivare sabato

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PISTOIA. È arrivato a Roma Andrea Noci, il bambino disabile di Catena che, nonostante ciò, ha potuto fare il viaggio in bicicletta. Accompagnato dai genitori e dalla squadra di cicloamatori “Oscar Romero”, il bambino partito da Vignole è arrivato a Roma da Pistoia nell'ambito della “IVMarcia della pace - Pellegrinaggio in bici” realizzata incollaborazione con le sottosezioni Unitalsi Pistoia e Roma.

Ad accoglierlo in Campidoglio c'era il sindaco di Roma Gianni Alemanno che ha plaudito alla scelta della famiglia di questo ragazzo. Il gruppo è arrivato da Bracciano, scortato da una pattuglia della Polizia di Roma Capitale.

«Le paralimpiadi dimostrano - ha concluso Alemanno - che lo sport deve essere di tutti e portarlo anche a chi ha problemi di disabilità significa dare un grande segnale di umanità. Andrea ha dato un grande insegnamento a tutti noi e siamo fieri di averlo accolto».

Il pellegrinaggio di Andrea Noci, 12 anni, disabile a causa di una rara malformazione genetica diagnosticata sin dalla nascita, era partito dalla chiesa di Vignole per raggiungere il Campidoglio.

Andrea era accompagnato dalla mamma Federica, presidente Unitalsi Pistoia, dal babbo Giulio (la famiglia è residente a Catena) e da tutta una serie di amici e compagni di viaggio, tra i quali il gruppo ciclo amatoriale "Oscar Romero" di Santomato.

La bici-carrozzina, modificata appositamente dall'amico di famiglia e titolare di una rivendita di bici Claudio, era guidata da babbo Giulio, appassionato di ciclismo. Ha consentito ad Andrea di percorrere più di 400 chilometri, facendo tappa ad Asciano, Orvieto e Bracciano, prima di raggiungere la capitale. Capalbio e Venturina saranno invece le tappe del ritorno, con arrivo finale a Pistoia sabato. In palio non una medaglia olimpica, ma semplicemente un viaggio fatto di aggregazione, spinta sociale, saggezza, del non arrendersi mai, unito alla lotta e alla voglia di vivere.

«Un pellegrinaggio che nasce da un percorso di fede - racconta mamma Federica - Fin dalla nascita di Andrea, dodici anni fa, nonostante la malformazione, io e mio marito Giulio ci siamo sempre detti che sarebbe stato bello poterlo portare in bicicletta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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