Meteo
Libri di testo, in arrivo un’altra stangata
Rispetto ai tetti di spesa fissati dal ministero è il Pacini a sforare di più. Somme più contenute al Petrocchi e al Pacinotti
PISTOIA. Ancora due settimane e schiere di studenti torneranno a riversarsi nelle strade della città. In molti preferirebbero pensare al mare, eppure c’è una realtà a cui è difficile sfuggire: l’acquisto dei libri per il nuovo anno scolastico. Dal ministero questa volta hanno voluto assecondare le esigenze degli istituti, innalzando di pochi euro la soglia massima di spesa. Ma, è proprio il caso di dirlo, gli istituti dopo il dito si sono presi tutto il braccio. In pochi infatti hanno rispettato le direttive ministeriali, avvalendosi magari di quel 10% di sforamento sul tetto massimo che consente di aggiungere uno o due volumi agli acquisti di uno studente. Tra gli 8 istituti superiori di Pistoia, si è notata una tendenza allo sforamento soprattutto nei tecnici, con il Pacini che veste la maglia nera per le classi prime. Tra i licei il migliore è stato il Petrocchi, che ha rispettato diligentemente i tetti di spesa nella quasi totalità delle classi. Ma il più comprensivo nei confronti degli studenti è stato il Pacinotti, che in molti casi ha concesso anche dei risparmi notevoli.
Classico Forteguerri. Col nuovo ordinamento ha aggiunto due nuovi indirizzi, fra cui quello delle scienze umane che ha sostituito lo psico-pedagogico. I prezzi per l’acquisto dei libri non sono così eclatanti, anche se al quinto anno si registra uno sforamento di 50 euro.
Scientifico Duca d’Aosta. Si registrano sforamenti di 30 euro al primo anno e di 24 al terzo, ma, a parte questi casi, l’istituto è in linea con quanto stabilito dal ministero.
Artistico Petrocchi. E’ il più parsimonioso dei licei, con un unico sforamento di 12 euro al terzo anno, nella classe di grafica. La particolarità di questo istituto sta infatti nella varietà dell’offerta formativa che conta addirittura quattro diversi indirizzi di specializzazione. Il più economico è sicuramente quello di design che nell’ultimo biennio arriva a far risparmiare ben 111 euro sull’acquisto dei libri.
Pacini. A pensarci bene non sarebbe poi così costoso, se si considerassero le classi che vanno dalle seconde alle quinte. Il dato che rovina il quadro è quello delle prime. Anche in questo caso abbiamo tre indirizzi: amministrazione e finanze, linguistico e scienze applicate. Nel primo lo sforamento è di 52 euro, segue il secondo con uno sforamento di 39 euro, ma niente a confronto dei 379 euro di scienze applicate, con uno sforamento rispetto ai tetti ministeriali di 75 euro.
Capitini. Gli sforamenti si registrano quasi in ogni classe, anche se con maggior prevalenza nell’indirizzo per le relazioni internazionali.
Fedi-Fermi. Altro istituto virtuoso, con notevoli risparmi per i suoi studenti, nonostante la presenza di sforamenti da pochi euro. Al primo anno il risparmio è abbastanza contenuto, ma gli studenti del secondo arrivano a risparmiare fino a 110 euro.
Einaudi. I libri delle prime superano i tetti ministeriali anche di 50 euro, con un costo maggiore per l’indirizzo commerciale rispetto al socio-sanitario.
De Franceschi. Le classi prime risparmiano oltre 20 euro, mentre le quarte ben 86.
Pacinotti. Un istituto che, con i suoi quattro indirizzi, si classifica come uno dei più ricchi in termini di offerta formativa, a fronte anche della spesa per l’acquisto dei libri. Risparmi tra i 10 e i 60 euro si registrano in ogni anno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
