Massacrato di botte e investito dai ladri
Ricoverato in gravi condizioni vivaista di 54 anni che ha sorpreso due malviventi che gli stavano rubando delle piante
CASALGUIDI. Sorpresi sul fatto, prima lo hanno colpito ripetutamente al volto e alla testa con il manico di un piccone, quindi, mentre era accasciato a terra, lo hanno travolto con l’auto e scaraventato giù nella gora, abbandonandolo lì, nel fango, mezzo svenuto. I due ladri di piante si sono poi dileguati nella notte, a piedi, costretti a lasciare sul posto la loro Fiat Panda, rimasta bloccata con le ruote sospese nel vuoto, in bilico sull’argine del corso d’acqua. Erano da poco passate le dieci e un quarto di giovedì sera quando Renzo Frosini, 54enne vivaista della Bottegaccia (tra Piuvica e Casalguidi), è stato massacrato di botte da due malviventi che gli stavano rubando delle piante.
L’uomo, sposato e padre di due figli, è riuscito a trascinarsi fino al suo “caddy” elettrico e raggiungere la casa dei vicini per chiedere aiuto. Adesso, mentre i carabinieri hanno scatenato la caccia ai due banditi (uno sarebbe il proprietario dell’auto, un giovane albanese al momento irreperibile), si trova ricoverato al Centro traumatologico ortopedico di Firenze, dove dovrà essere operato.
«Ha la mandibola fratturata da tutte e due le parti – racconta angosciata la moglie Manuela Marini, che lo ha assistito per tutta la notte all’ospedale di Pistoia – Di sopra gli hanno spaccato tutti i denti, e ha cinque costole rotte e la pleura perforata. E alla spalla, alla schiena, vedeste com’è ridotto, è tutto nero».
Insieme alla moglie e ai figli Alessandro e Lorenzo, di 24 e 21 anni, Renzo Frosini abita al numero 4 di via del Pancone, la strada che congiunge via della Dogaia a via di Loreto. La sua è un’azienda a conduzione familiare di discrete dimensioni, che produce vasetteria. Già mercoledì notte aveva subito il furto di circa 500 piantine di Photinia: valore, 70 centesimi a vasetto. E proprio per questo, attorno alla mezzanotte di giovedì avrebbe dovuto avere un appuntamento con i carabinieri per una perlustrazione di controllo nei vivai. Ma, inaspettatamente, i ladri sono entrati in azione prima e lui si è imbattuto in loro durante il suo consueto giro serale di verifica dell’impianto di irrigazione.
Quando ha scorto la Fiat Panda dei ladri con il portellone aperto lungo lo stradello sterrato che costeggia la gora che si inoltra nel suo vivaio, è sceso dal suo veicolo elettrico e si è avvicinato. I ladri, che avevano già caricato nel bagagliaio qualche centinaio di vasetti lo hanno subito aggredito. Con un manico di piccone che avevano nell’auto lo hanno colpito in faccia e alla testa, e poi, probabilmente, anche alla schiena e al torace mentre era a terra. Quindi sono saltati sull’auto e lo hanno travolto, scaraventandolo nella gora: fortunatamente c’erano solo alcuni metri di spazio per accelerare e l’impatto non è stato molto violento. Il conducente però non è riuscito a frenare prima che le ruote anteriori superassero il bordo dell’argine e la Panda è rimasta bloccata lì. I ladri si sono quindi dileguati a piedi, abbandonando sull’auto il libretto di circolazione e altri documenti.
«Renzo è sempre parzialmente sedato, e non riesce a parlare – racconta ancora la moglie – Ma è riuscito a dirmi che non si ricorda molto di quello che è successo. Era uscito verso le dieci e un quarto, come fa sempre, con la macchinina elettrica, per controllare che tutto fosse a posto. E ci ha trovato questi bastardi. Ormai non si contano più le volte che ci hanno rubato: le piante, il gasolio, il trattore... Una volta sono entrati anche in casa mentre dormivamo ma sono scappati perché è scattato l’allarme».
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