Il Tirreno

Pistoia

Ferrari, la famiglia del marmo

Un esempio di continuità padre-figli in un settore che non conosce crisi

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MARCELLO. Due giovani alla guida di una impresa ereditata dal padre. Giuseppe e Mario Paolo Ferrari conducono, da oltre un ventennio, l'azienda per la lavorazione del marmo iniziata a San Marcello Pistoiese, oltre sessanta anni fa dal padre Sergio. Un segno di continuità quello dei figli che proseguono le attività iniziate dai genitori, non frequentissimo nella seconda metà del secolo appena trascorso, dove l'innalzamento della scolarizzazione ha fatto, in parte, dimenticare il valore delle piccole attività artigianali. «Il lavoro fa parte della nostra vita, siamo appassionati a questo tipo di lavoro che presenta lati artistici, e problemi tecnici non sempre semplici da risolvere. Inoltre c'è un contatto costante con la clientela che ci permette di capire molti aspetti della società attuale. Questo lavoro lo facciamo con impegno e piacere. Siamo grati a nostro padre. Dal 1988 l'azienda è passata da nostro padre a noi. Già avevamo fatto molta esperienza, perché abbiamo iniziato la pratica della lavorazione dei marmi e delle pietre, fino dall'età della scuola media. Andavamo a scuola e lavoravamo. Oggi lavoriamo non solo per una clientela locale, ma anche a livello provinciale. Il lavoro è ancora molto artigianale perché è quasi sempre su misura e ordinazione», dicono Giuseppe e Mario Paolo, incontrati indaffaratissimi nel loro attrezzatissimo laboratorio di San Marcello. Un ampio locale di 120 metri quadrati, posto sotto la propria abitazione e prospiciente un piazzale di deposito di oltre mille metri. L'azienda fu iniziata da Sergio Ferrari, scalpellino della pietra e marmista fino dalla tenera età. La storia dell'azienda è lineare. Nel 1961, Sergio decide di mettersi in proprio aprendo un laboratorio di marmista, in un locale di cento metri quadrati. Sette anni dopo, nel 1968, costruita una casa per abitazione, fra Limestre e San Marcello, sulla strada regionale, Sergio vi realizza anche l'attuale laboratorio.

Sauro Romagnani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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